
RIPARTIAMO DALLA VAL CLAREA MONITORAGGIO E LEZIONI “Il sapere non è fatto per comprendere, ma per prendere posizione.” (M. Foucault)
E’ partito il cantiere e come per ogni cantiere che si rispetti per prima cosa si devasta la natura. La CMC non è arrivata, in compenso però gli operai delle ditte assoldate per la preparazione del fortino si stanno prodigando nell’abbattere gli alberi e sbancare il terreno. In questa nuova fase in cui il cantiere si sta concretizzando serve essere in Clarea, immediatamente a ridosso delle reti, prendere le misure dell’apparato per poter rispondere, ripartire e ostacolare al meglio la prosecuzione dei lavori. Dobbiamo capire in questi primi giorni come si è strutturato questo apparato di distruzione, raccogliere le forze e le idee. Dobbiamo farlo insieme e sul fronte di questo problema. Ci è sembrata quindi ottima l’idea di iniziare il monitoraggio con degli impegni culturali che sappiano dare corpo e spazio alla nostra presenza. Alcuni docenti universitari e non, si sono offerti per stimolare alcuni dibattitti interessanti da qui a venerdì 20 aprile, durante le ore lavorative quando presumiamo che il cantiere sarà in funzione. Ecco quindi un breve calendario di iniziative a partire da domani martedì 17 aprile, di seguito l’appello di questa presa di posizione.
per le lezioni partenza ore 9.00 dal campo sportivo di Giaglione e inizio in Clarea alla ore 10.00.
Martedì 17 aprile Pierluigi Richetto: la filosofia e la natura
Mercoledì 18 aprile Nicoletta Dosio: Leopardi e la Ginestra, natura e società in Leopardi
Giovedì 19 aprile Massimo Zucchetti: Protezione dalle radiazioni, materiali pericolosi, cantieri, quando l’uomo incontra i materiali radioattivi nei luoghi di lavoro
Venerdì 20 aprile Ugo Mattei: Grandi Opere, legalità e beni comuni
“Il sapere non è fatto per comprendere, ma per prendere posizione.” (M. Foucault)
Una delle peggiori violenze che i no tav hanno dovuto subire consiste nell’essere stati rappresentati, dai media ufficiali e dai politici, come un branco di ignoranti, incolti, arretrati, incapaci di apprezzare le meraviglie del progresso e della scienza.
In questa rappresentazione è implicito un messaggio: che il Sapere, con la S maiuscola, l’unico sapere possibile, è altrove, appannaggio esclusivo dei professori al governo, naturalmente incorporato nei consigli d’amministrazione delle aziende e nei centri analisi delle banche. Sulla base di questa arrogante certezza i fautori dello sviluppo lacrime e sangue hanno deliberatamente ignorato per anni le documentate e approfondite ragioni dei notav, le decine di pubblicazioni in cui queste sono esposte, le centinaia di studiosi, tecnici, docenti che si sono spesi per spiegare da ogni punto di vista perché l’Alta Velocità in val di Susa sia un progetto inutile e dannoso.
Noi sappiamo che non esiste un sapere unico, omogeneo, e men che meno neutrale. Sappiamo invece, per averlo provato sulla nostra pelle, che qualsiasi sapere è sempre un sapere di parte: e a questo mondo c’è il sapere che si mette a disposizione per costruire armi e inventare progetti che devastano i territori, e c’è il sapere che si impegna per difendere il nostro patrimonio ambientale e culturale e la vita delle persone. Il sapere non è al servizio del potere o contro il potere, ma è sempre già potere in sé, ed è un potere fortissimo: può aiutare le persone a interpretare il mondo intorno, a capirsi e a vivere meglio insieme, dare a chi è più debole gli strumenti per migliorare la propria condizione; oppure può essere usato per ingannare, mistificare, giustificare i soprusi. La scelta di come usare questo sapere/potere, le proprie conoscenze e capacità sta a ciascuno, ed è una scelta di campo
La lotta notav si è sviluppata in questi anni non solo nei cortei e sulle barricate, ma anche attraverso un lavoro accuratissimo di documentazione e studio dei progetti e del territorio, che ha coinvolto insieme agli accademici anche moltissime persone prima lontane da attività di ricerca che si sono impegnate spinte dall’amore per la propria terra, facendo crescere e diffondendo una consapevolezza collettiva non solo politica, ma anche tecnica, di livello altissimo. Se il movimento notav è così unito è anche grazie a questa cultura comune costruita condividendo conoscenze e capacità.
Purtroppo “la forza delle ragioni” non è sempre sufficiente contro l’attacco di un apparato che è tanto violento quanto ottuso, ma in questi anni di lotta abbiamo imparato che il sapere è un’arma, tra le più potenti, e che deve essere usata nel modo giusto..
Questo è un momento cruciale per la lotta notav: i devastatori, dopo aver occupato militarmente ed espropriato i terreni della val clarea, ora intendono portarvi camion, ruspe, trivelle e tutto il resto della macchina di distruzione, per dimostrare ai media che il cantiere partirà, che noi abbiamo perso. Noi impediremo questo con tutte le nostre forze, ma abbiamo anche bisogno di tutti i nostri alleati e di tutto il nostro “arsenale”.
Per questo chiediamo a tutti gli studiosi, i ricercatori, i docenti che ci sono stati accanto in questi anni, aiutandoci con il loro lavoro a rendere più forte il nostro movimento, di stare al nostro fianco ancora una volta: scrivendo, pubblicando, partecipando a dibattiti e conferenze, ma anche essendo presenti fisicamente. Nei giorni in cui dovrebbero iniziare i lavori, da lunedì 16, i notav presidieranno costantemente l’area del cantiere: avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza collettiva e delle migliori idee. Per questo vi chiediamo di supportarci in quei giorni, e con un contributo specifico: tenere delle lezioni per i notav in val Clarea, proprio davanti a quelle reti che proteggono una vergogna. L’interesse degli argomenti sosterrà il morale di chi sarà lì a combattere in prima fila, ma soprattutto servirà a ricordare a chi si nasconde lì dentro, ai “tecnici” con la scortare militare, qual’è lo scempio che stanno facendo, quante sono le nostre ragioni e quanto importanti. C’è un sapere che aiuta la vita, e un sapere che produce solo profitti e morte; da che parte stare, noi lo sappiamo.
Leggi anche

Torino-Lione: lavori per la nuova linea, disagi su quella esistente
Dal 12 settembre al 9 ottobre stop ai collegamenti ferroviari tra Chambéry e Modane. In Valle di Susa lavori e modifiche alla circolazione sulla linea storica. Intanto, sul versante francese, si costruisce l’interconnessione con la nuova Torino-Lione. Per quasi un mese spostarsi in treno tra Italia e Francia sarà più complicato. Infatti, dal 12 settembre al […]

PUNTO INFORMATIVO 15/09 ore 16 Arco di Augusto, Susa
Martedì 15 settembre 2026, alle ore 17.00, presso il Castello di Adelaide, si terrà un incontro pubblico dedicato alla presentazione da parte dei tecnici di TELT del progetto esecutivo relativo agli interventi che interesseranno la mobilità sul territorio di Susa. L’incontro sarà pubblico ma a numero chiuso a discrezione dell’amministrazione. Invitiamo la popolazione a venire […]

Oltre la propaganda dei partiti, la valle torna in marcia
Il 3 ottobre il Movimento No Tav torna in piazza, da Sant’Ambrogio ad Avigliana, contro la realizzazione della tratta nazionale. Molte assemblee e iniziative sono in programma in tutta la Valle nei prossimi giorni: importanti tappe di avvicinamento a una mobilitazione che coinvolge un territorio sempre più esteso, colpito o destinato a essere colpito dagli […]

L’accanimento continua: Giorgio di nuovo in carcere
Nella serata di ieri, senza alcuna avvisaglia, Giorgio è stato prelevato dai Carabinieri di Susa dalla sua dimora sopra la Credenza a Bussoleno e tradotto nel carcere delle Vallette. A determinare il ritorno in casa circondariale è stata la revoca della misura alternativa concessagli dal Tribunale di Sorveglianza, a seguito di non ben specificate violazioni […]

25 LUGLIO – Contributi alla discussione, testimonianze, punti di vista (sempre in aggiornamento)
A seguito delle straordinarie iniziative del 25 luglio che avevano lo scopo di essere ovunque in Valsusa, mostrando come il Tav stesse portando devastazione e spreco di risorse, molto dibattito si è creato attorno all’innegabile raggiungimento di un dato di enorme partecipazione, di varietà e convivenza di pratiche differenti e la realizzazione, per molti e […]
