
Resistere alla guerra, lottare per la pace
Il 12 marzo, un gruppo di persone ha bloccato un treno militare nella Stazione di Pisa. Gli attivisti e le attiviste del Movimento No base hanno intercettato un treno carico di armi e mezzi militari che dal porto di Piombino avrebbe dovuto raggiungere il Nord Italia, costringendolo a tornare indietro.
Secondo quanto risulterebbe dalle bolle di accompagnamento dei mezzi, i veicoli sarebbero inseriti nel sistema logistico delle forze armate italiane per la movimentazione di materiali e mezzi verso l’estero. Vediamo questa azione, che molto ci ha ricordato i nostri blocchi dei treni nucleari di passaggio in Valle nel 2011, 2012 e 2013, come una concreta possibilità di smettere di essere complici dei conflitti bellici in corso, marcando la netta differenza tra quello che fa il governo e il desiderio di pace (ma non pacificazione) delle persone che anche le lotte per la Palestina, ci hanno dimostrato. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e complicità verso chi si è mosso per ottenere questo grande risultato.
Riprendiamo quindi il comunicato del Movimento No Base:
Comunicato del Movimento No Base sul blocco delle armi del 12 marzo 2026
Respingere la guerra. Ricacciarla indietro.
È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo.
Un risultato che ricalca le straordinarie giornate al porto di Livorno e negli altri porti d’Italia e d’Europa dove i lavoratori e le lavoratrici hanno disertato, rifiutando di essere parte dell’ingranaggio della guerra e bloccando il traffico di armi.
Ieri abbiamo dimostrato di nuovo con un blocco pacifico e determinato, che possiamo essere concretamente efficaci. Ieri sera abbiamo dato realtà al nostro desiderio di Pace: i nostri corpi hanno fermato il treno della morte. L’hanno fermato la nostra unione e la consapevolezza di stare dalla parte giusta della storia, quella che rifiuta la logica della guerra ad ogni costo, il riarmo, l’utilizzo di ogni infrastruttura civile per scopi militari, la devastazione del nostro territorio per incentivare l’economia di guerra.
Abbiamo dimostrato che con i giusti rapporti di forza possiamo trasformare l’impossibile in necessario. Unendo le capacità di lavoratori, comitati, movimenti, cittadini, possiamo essere un passo avanti a loro. Da Livorno a Pisa, da Collesalvetti a Pontedera, un intero territorio si è mobilitato in tanti modi per bloccare questo treno.
Ovunque con coraggio e chiarezza dei nostri obiettivi, possiamo fermare le armi e intralciare la guerra. Possiamo rimandare indietro un treno carico di mezzi blindati. Possiamo fermare la costruzione della base militare nel parco di San Rossore a San Piero a Grado e a Pontedera. Possiamo essere sabbia nell’ingranaggio della guerra.
A Pisa la guerra ieri non è passata, ma è solo un primo passo: sappiamo che il treno avrà preso altre rotte. Sappiamo che tanti altri passano senza che ne siamo a conoscenza. Vediamo le politiche di miseria che stanno portando miliardi alla guerra e non ai bisogni della società.
Oggi più che mai dobbiamo prendere posizione: essere per la Pace significa essere partigiani e partigiane, resistere alla guerra mondiale, metterci in gioco ovunque e in molti modi per essere d’ostacolo alla guerra e dimostrare che il popolo non vuole farne parte.
Ieri abbiamo respirato confitto e liberazione, una tappa che dà forza ed energia a tutto il movimento pacifista e contro la guerra del nostro Paese ma che abbiamo bisogno di rilanciare e continuare a organizzare. Per questo sarà importante esserci tutti e tutte alla nostra assemblea generale martedì 17, organizziamo insieme nuove iniziative di diserzione, di disarmo, di blocco. Costruiamo la pace con la lotta.
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