Wagon Lits, la lotta a quaranta metri sopra il cielo
da infoaut.org (redazione Torino) Sono stati accampati – nel freddo gelido di questi giorni in città – per tre giorni e due notti al quarto piano del grattacielo in costruzione di Intesa Sanpaolo. Matteo, Antonio e Nicola sono tre dei sessantacinque lavoratori dell’ex Wagon Lits licenziati l’11 dicembre, a Torino come altrove.
La società che forniva il servizio dei vagoni letto per Trenitalia, dinnanzi alle scelte strategiche (…) dell’amministratore delegato Moretti, ha decretato come ‘esuberi’ le vite di più di 800 operai, e delle relative famiglie. Ne stipendio ne cassa integrazione, il dirigente Moretti ed il ministro Passera hanno silenziosamente sputato: ‘aggiustatevi, qui non servite più’. Loro l’hanno fatto, dappertutto, in tutte le stazioni colpite dai tagli (Torino, Bologna, Milano, Bari e Napoli), cambiando però di segno l’augurio comandato: bloccando e occupando! Nella città sotto la Mole hanno preso la strada del ‘grattacielo di Passera’: promettendo da 40 metri di altezza ‘non ci muoveremo da qui finché non avremo risposte’, registrando un videomessaggio per il ministro e diffondendolo sui social network.
Ieri è stata una giornata di tentata passerella per i politici torinesi: qualche d’uno si è fatto vedere al presidio sottostante lo scheletro di cemento in costruzione, la fiducia e l’augurio di buona Natale non sono stati esattamente i messaggi che hanno ricevuto. Esemplificativo quanto successo con l’arrivo del solito Stefano Esposito del Partito Democratico (l’ultrà Si Tav che ieri dopo la fuga da una scuola di Pinerolo si è fatto vedere in corso Inghilterra). Il parlamentare, provocatore patentato, è arrivato in compagnia dell’assessore regionale (continuous delle prove tecniche di unità nazionale?!) del Partito delle Libertà ai trasporti, Barbara Bonino. Sono saliti per convincere i tre lavoratori a scendere, invano. La tensione è salita però con i presidianti a terra: ‘Occupare un luogo privato è sbagliato. Prima che intervengano le forze dell’ordine consiglio ai vostri colleghi di scendere’, consiglio che evidentemente ha innervosito chi è in presidio perchè senza lavoro e non per diversivo natalizio: un disoccupato di 60 anni, gli ha gridato ‘Io mi alzo la mattina e piango, sappiamo noi quello che soffriamo, cosa ne sapete voi’, un altro ex dipendente Wagon Lits lo ha rimbrottato ‘Un collega a Messina oggi ha tentato il suicidio, è bene che lo sappiate, lì c’e’ un padre di famiglia che ha due bambini che piangono a casa’. Esposito ha preso quindi la via di casa, oramai esperto rodato di fughe e contestazioni. L’assessore Bonino ha pensato bene di darsela a gambe da un’uscita secondaria.
Sempre ieri sera un successivo gioco si è dato tra l’ad Moretti ed il sindaco Fassino, con il primo che ha garantito di trovare una soluzione per i disoccupati e chiesto al primo cittadino di intervenire nella vertenza, incontrando gli operai occupanti del grattacielo. Fassino è salito questa mattina sul grattacielo, portando il messaggio vidimato a più voci (Moretti per Trenitalia, Passera e Ciaccia per il governo Monti) sull’impegno dell’azienda per la ricollocazione lavorativa dei licenziati, garantendo l’onere (…) preso dai sindaci di Torino Bari Bologna Napoli e Milano per una risoluzione positiva del tutto. Matteo, Antonio e Nicola, insieme agli altri ex lavoratori della Wagon Lits, hanno quindi deciso di scendere dal grattacielo, soddisfatti per il parziale risultato ottenuto dalla protesta, con la speranza che questo si manifesti in tutta la sua estensione, dicendo: ‘Speriamo ma non ci fidiamo, altrimenti risaliremo e nemmeno il Papa ci farà scendere’.
Gli applausi e gli abbracci hanno accolto il ritorno a terra dei tre lavoratori, tre giorni e due notti passati sul grattacielo di Intesa Sanpaolo, nel freddo torinese ma con addosso la solidarietà dei tanti e delle tante che sono passati per portare la loro vicinanza e solidarietà. Chiudendo una parentesi di lotta importante, capace di imporsi dal punto di vista politico e mediatico, compiendo uno sforzo significativo rispetto alle proteste – viste sul locale – degli operai dell’ex Wagon Lits, ottenendo una risultato dettato dalla lotta, per quanto questo sia – oggi – in attesa di una sua piena e nazionale realizzazione.
Moretti e Passera sono stati obbligati a garantire per mitigare il loro – speriamo – cattivo Natale, con addosso la responsabilità di soddisfare realmente le richieste dei lavoratori in lotta, altrimenti condannati all’eventualità e/o possibilità di vivere un Capodanno o una Befana ancora peggiori perchè 800 famiglie sono state buttate per strada e pretendono la loro dignità di lavoro, reddito e vita!
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