post — 2 Marzo 2025 at 21:06

Val di Susa. Dove le albe si tingono di blu

Di Roberto Mairone, Centro Studi Sereno Regis

La topografia ci dice che siamo sul territorio del Comune di Venaus, in Val di Susa. Qualche termine di confine potrebbe darcene la prova ma i metri che ci separano dal comune di Mompantero sono davvero pochi. Raggiunto telefonicamente per una breve intervista è lo stesso sindaco di Mompantero, Davide Gastaldo, che precisa quanto accaduto in questi luoghi alle prime luci dell’alba di lunedì 24 febbraio 2025.

In modo non dissimile da altre volte e in relazione ad altri sondaggi propedeutici all’avvio dei lavori della NLTL (Nuova Linea Torino Lione), anche questa volta “sono arrivati all’alba con i jersey e la trivella per aprire un cantiere sul territorio di Venaus, ad appena cinquanta metri dal confine con Mompantero. Insieme ai carabinieri e alla polizia hanno poi proceduto a chiudere la provinciale 209, su tutta la tratta che collega Mompantero con Venaus”. Informato dell’accaduto il Sindaco Gastaldo si è immediatamente attivato, insieme al vice sindaco di Venaus, Adriano Favot, per avere informazioni a riguardo.

Alla richiesta di spiegazioni avanzata dal Vicesindaco di Venaus direttamente presso al cantiere è stata fornita un’unica informazione: la provinciale 209 sarebbe stata chiusa al traffico per tre o quattro giorni, giustificati dalla necessità di scavare in profondità. La risposta era questa e null’altro era dato sapere. Diversamente da quanto affermato, già nel corso del pomeriggio, il cantiere veniva invece smantellato, la provinciale riaperta e le maestranze trasferite a Venaus all’interno della centrale idroelettrica IREN, probabilmente per un altro sondaggio.

Gastaldo, sempre telefonicamente ha dichiarato che “né l’amministrazione di Mompantero né quella di Venaus avevano ricevuto alcun tipo di informazione in merito all’occupazione temporanea del terreno per l’attività di carotaggio” e che, “come Sindaco e primo presidio dello Stato ho avuto da subito contatti con i carabinieri di Susa per presentare una formale lamentela sulla totale esclusione dell’amministrazione”.

Non soddisfatto dalle mancate risposte il Sindaco di Mompantero si è rivolto a Città Metropolitana in quanto proprietaria della provinciale 209. Indovinate? Anche Città Metropolitana “ha dichiarato di non saperne nulla e che avrebbe preso contatti con la ditta che eseguiva il carotaggio per ottenere delucidazioni”.

Sono ormai messinscene ripetitive e prive di verve comica quelle messo in atto da TELT, società privata promotrice e realizzatrice della NLTL – TAV (Nuova Linea Torino Lione), sul territorio della Val di Susa.

Dopo il violento e spropositato blitz notturno delle forze dell’ordine per la presa di possesso del terreno in frazione San Giuliano di Susa ove sorgeva il presidio No tav “Sole e Baleno”, e precedente all’avvio delle formali procedure di esproprio, il modus operandi di TELT per “rubare” porzioni di territorio diventa la norma. Le azioni per mettere le mani sui territori della Val di Susa seguono poche e precise regole: agire furtivamente con il favore della notte, tenere all’oscuro le amministrazioni coinvolte e altri organi istituzionali e garantirsi la protezione delle forze dell’ordine.

Gastaldo ci tiene a dichiarare che quella avvenuta all’alba del 24 febbraio “non è stata una di quelle cose terribili, tanto più che ha avuto una brevissima durata. Il problema non è relativo a quanto accaduto al confine fra il mio Comune e quello di Venaus. Il problema di fondo è che stiamo entrando in quelli che saranno almeno venti anni di cantieri in Valle di Susa e cose del genere, con problemi molto più grandi, accadranno un po’ ovunque a partire dalla piana di Susa”.

Occupare porzioni di territorio escludendo completamente le istituzioni e le amministrazioni locali da ogni tipo di interlocuzione non è una modalità accettabile. Non è che le informazioni ci vengono dette in modo errato o frammentato, proprio non ci vengono dette! Non esiste nessun tipo di comunicazione più o meno formale fra la società proponente l’opera e gli organi istituzionali locali”.

In questa situazione il Comune di Venaus “ha subito interessato la Prefettura ma non mi pare che si siano verificati dei cambi di passo, delle inversioni di marcia. La comunicazione fra soggetti istituzionali è fondamentale e dovremo attivarci per far sì che un qualche canale di interlocuzione venga riaperto. Quello che è successo a noi, a Mompantero, Venaus a San Didero succederà a molti altri sindaci, sempre più frequentemente e con livelli di disagio per i cittadini di gran lunga superiori. Io al cantiere ci sono arrivato per chiedere informazioni che non mi sono state date. Ad altri sindaci è stato addirittura vietato l’accesso alle aree di cantiere, sul proprio territorio comunale, per verificare lo stato delle cose e per avere delucidazioni”.

Pur facendo finta che alcune informazioni non vengano diramate per le solite questioni di ordine pubblico a me, come Sindaco, sarebbe piaciuto almeno essere informato a cose fatte, un minuto dopo aver impiantato il cantiere a casa nostra. Sarebbe un atteggiamento almeno un pochino più civile. Quello che manca nei confronti della Valle di Susa è un basilare senso di rispetto per la dignità dei luoghi, delle persone che vi abitano e di chi, con fatica e dignità, tenta di amministrarli”.