Val di Susa, botte per una ferrovia: non è il percorso giusto verso il futuro di Furio Colombo
di Furio Colombo per nuovasocieta.it
In Val di Susa picchiano di santa ragione (mai modo di dire è stato più sbagliato) per aprire la strada alla nuova velocissima ferrovia. Dubito che sia il percorso giusto verso il futuro. Se questo fosse un dibattito, dovremmo vedere prima i fatti dalla parte della Tav e poi il punto di vista di chi non vuole in casa (in casa sua) la nuova ferrovia. Mi sono tradito? Si è già capito che vedo la convenienza dei trasporti veloci, ma sono del parere che le innovazioni non si impongono a botte? Cercherò di trattenere il giudizio e di vedere quella che in apparenza è una doppia ragione. Tav vuol dire collegare Est-Ovest, un quarto del mondo, passando per il Piemonte e Torino. Ci viene presentato come molto conveniente, soprattutto per le merci, sottratte all’immenso e pericoloso traffico delle autostrade europee. Tutto vero, ma gli abitanti della zona, da anni, con tenacia e argomenti mai veramente dimostrati infondati, non vogliono gli immensi lavori della nuova ferrovia che spaccano la montagna, durano decenni e cambiano vita e paesaggio. Da torinese posso dire che non ricordo un vero, completo, autorevole confronto in cui tutte le obiezioni siano state ascoltate e valutate con la necessaria attenzione. Ricordo un pronto schierarsi del progresso (destra e sinistra) dalla parte della velocità ; e un vasto aggregarsi di tutta la zona interessata, senza eccezioni (mi sbaglio?) contro il progetto. Senza eccezioni vuol dire che, se la democrazia ha un senso, manca del tutto la volontà popolare di lasciar scavare la valle (la Valle di Susa) fino a piegare ogni dato della natura alle esigenze del nuovo treno. Direte che è la storia del progresso. Ma anche l’espressione e il rispetto della volontà popolare fa parte della storia del progresso. Non credo che un pesante intervento di Polizia e Carabinieri sia un percorso democratico. Non è utile, anzi non è lecito, passare con la forza sul no delle popolazioni che abitano accanto ai cantieri. Il tempo per preparare una soluzione finora è stato sprecato. Qualcuno crede davvero che le botte faranno il miracolo di eliminare il problema di un così appassionato e legittimo dissenso? Si parla di modernità che non si può e non si deve fermare. Ma si può essere più antichi di coloro che credono nelle botte come modo per risolvere il problema?
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