
Unito vs dipendente Notav: la saga continua
Si è tenuta ieri la prima (e forse unica) udienza di primo grado del ricorso che il tecnico NoTav licenziato dall’Università di Torino lo scorso 12 aprile aveva impugnato.
Presenti il ricorrente ed i suoi avvocati, assente l’università che ha preferito farsi rappresentare unicamente dall’avvocata dell’Avvocatura di Stato, cosa abbastanza inusuale e di certo non molto eticamente corretta in caso di cause di licenziamento, ma si sa l’Univeristà preferisce mettere la propria faccia solo in operazioni di Green o Pink washing non certo quanto le cose cominciano a puzzare un po’.
L’avvocata esordisce , qualora ce ne fosse bisogno, con un frase emblematica:
“Ho mandato esplicito di non concedere alcuna conciliazione”
Si procede quindi alla discussione da parte degli avvocati del dipendente licenziato con argomentazioni già scritte in passato su questo sito, la parola torna quindi alla difesa di Unito che sposta di molto il discorso, adesso non si tratterebbe più di un atto dovuto dalla legge Severino, come sostenuto sino ad ora dall'(ormai ex-)rettore, ma di una lesione del rapporto di fiducia venuto meno dopo la condanna in primo grado.
Alla faccia della presunzione di innocenza:
«L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva»
(articolo 27, secondo comma della Costituzione della Repubblica Italiana
Quando si parla di Tav la questione è sempre da che parte schierarsi, noi sappiamo bene da che parte stare, l’Università di Torino a quanto pare anche.
Questo famoso treno che doveva portare prosperità e soprattutto lavoro continua a toglierlo, ben prima di essere anche solo iniziato il tunnel in cui dovrebbe passare:
https://www.notav.info/post/angela-licenziata-perche-no-tav-video/
https://www.notav.info/top/luca100/
e ci sono anche altri casi qui non riportati.
Tra 15 giorni il giudice dovrà esprimersi, potrà già dare il suo parere o decidere di sentire alcune testimonianze.
Staremo a vedere!
Avanti NoTav!
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