
UNA LETTERA DAI NO TAV FERMATI IN SVEZIA! [GUARDA VIDEO]
Ad agosto Numa si guadagna la pagnotta come in tutti gli altri mesi dell’anno, cioè scrivendo articoli sul nulla, modificando comunicati e spulciando conversazioni a caso su facebook.
Così è successo anche in questo caso dove un episodio relativamente piccolo è stato riportato con grande enfasi. In mezzo alle foreste lapponi ci viene molto difficile ora leggere con attenzione gli articoli usciti e rispondere con precisione alle falsità scritte, ma ci tenevamo a dire almeno due cose agli amici No Tav che non vediamo l’ora di abbracciare non appena torneremo in Italia.
Il 21 sono stato fermato dalla polizia (simone, S.M. secondo Numa) mentre cercavamo di impedire il passaggio dei mezzi e del tritolo che avrebbe fatto esplodere parti di foreste fondamentali per i pastori di renne Sami che da millenni vivono in quei luoghi e che di diritto dovrebbero avere la possibilità di decidere quello che accade nella loro terra (esattamente quello che accade in valle, poteri forti che decidono sulla testa delle popolazioni locali).
L’abbiamo fatto in modo pacifico e non violento usando il nostro corpo come ostacolo alla devastazione. Hanno cercato di intimorirci e hanno usato la violenza per farlo, aizzandoci cani addosso e usando le mani non per “costruire” come scrive Numa, ma per fare male e permettere la devastazione di una foresta secolare. Quindi la stampa nella calura estiva scrive cose non vere (ma va?): nessuno scenario apocalittico, le uniche violenze sono state quelle che abbiamo subito (memorabile la scena di un poliziotto che spingendo malamente un Sami di 70 anni ha rischiato di prendersi un pugno da un ”vecchietto” incazzato più che intimorito).
La cosa realmente importante è che tutti stanno bene, la lotta cresce e che si è creata in pochi giorni una solidarietà che ha da subito superato differenze di lingua, cultura e storia. come c’era scritto su una delle barricate costruite: “differenti battaglie, stessa lotta”. adesso il movimento No Tav è conosciuto anche in Lapponia e speriamo di poter invitare qualche vecchio sami presto in valle!
baci e viva l’internazionalismo!
Simone
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