Un flop annunciato, Cirio pensi alle cose serie
Dopo Gregory Doucet neosindaco di Lione, anche il sindaco di Grenoble Eric Piolle, una delle 3 grandi città toccate dalla futura Torino-Lione ha preso parola per ribadire che: “l’attuale linea tra Lione e Torino è usata al 20% delle capacità. Come ci dicono in coro la corte dei conti francese ed europea nonché tutti gli esperti indipendenti dalle lobby è assurdo spendere 26 miliardi di euro per una nuova infrastruttura dai costi ambientali enormi. Lo Stato deve puntare sulla rete esistente e non dilapidare soldi in progetti di un’altra epoca”.
E mentre in Francia come in molti altri paesi d’Europa è attivo un serio dibattito ecologista, in Italia la grancassa mediatica pro Tav guidata da Telt (azienda privata) non ha tardato a riattivarsi con tutto il ventaglio di sciocchezze, come un generatore automatico, oramai citate dai politici nostrani e affaristi del Tav senza battere ciglio.
Sono proprio loro, guidati da un Cirio in salsa leghista, ad aver convocato un incontro con imprenditori e persone “interessate” ai cantieri del Tav (ed altri) nella giornata di oggi.
Sì prova quindi stancamente a fare ripartire la mobilitazione sitav ma è ormai evidente a tutti che le priorità sono altre, in primis la sanità e la crisi che la pandemia ha generato, e non sorprende che non siano pochi quelli che diserteranno l ‘incontro.
La regione Piemonte a trazione leghista esce dalla gestione emergenziale della pandemia con dei risultati disastrosi e diversi morti sulla coscienza, si muovono sguaiati nel perseguire gli interessi economici di chi li foraggia a scapito della salute dei cittadini (di nuovo) e poco credibili nella gestione di una Regione tutta, figuriamoci di un progetto senza oramai alcuna ragione d’essere se non quella di far continuare a guadagnare chi di Tav vive (Telt, Foietta e poche ditte amiche degli amici).
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