
Tra telecamere nei boschi e “furbi”: cronache da un processo d’appello chiamato Sovrano.
Si è svolta oggi, presso il Tribunale di Torino, l’udienza del processo d’appello Sovrano. Si tratta del secondo grado di giudizio, a seguito del ricorso presentato dalla Procura contro le assoluzioni di primo grado, in particolare per il reato di associazione a delinquere e per alcune imputazioni specifiche.
Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati cinque testimoni della difesa, le cui deposizioni sono state utili a smontare le motivazioni con cui la Procura ha impugnato le numerose assoluzioni ottenute in primo grado. Dalla gestione delle “casse”, ovviamente distinte, del Movimento No Tav, del Centro Sociale Askatasuna e dello Spazio Popolare Neruda, al funzionamento delle assemblee decisionali del Movimento No Tav e delle realtà autorganizzate; dalla specificità e autonomia dello Spazio Popolare Neruda, caratterizzato dall’essere uno spazio abitativo per famiglie in condizioni di emergenza abitativa, fino al ritrovamento di telecamere nascoste tra i massi della Clarea.
Per chi ha seguito il processo di primo grado, si è trattato sostanzialmente della riproposizione di temi già ampiamente affrontati. L’impressione che continua però a emergere è che il Tribunale abbia riaperto il dibattimento assecondando la furiosa pretesa della Procura torinese, senza una reale intenzione di approfondire le questioni poste. Il tutto con una notevole fretta, quasi come se discutere di un reato associativo e di ulteriori pesanti condanne per fatti specifici, che riguardano giovani e giovanissimi, non fosse una questione da affrontare con la massima serietà.
Non ci sono stati particolari momenti di tensione, se non un sussulto dell’Avvocatura dello Stato, che ha invitato un testimone a non “fare il furbo”, malcelando un disprezzo – potremmo dire di casta – verso tutto ciò che il ragazzo stava raccontando con rispetto e convinzione riguardo alla propria esperienza di militanza politica, in Piemonte e non solo.
Le prossime due udienze sono calendarizzate per il 28 settembre e il 26 ottobre 2026, entrambe alle ore 9. Nella prima saranno ascoltati alcuni imputat*, per cui immaginiamo che possa essere un’udienza particolarmente intensa. Invitiamo quindi tutte e tutti a essere presenti in Maxi Aula 2 per sostenere i nostri compagn* di lotta.
Ultima chicca, che troviamo piuttosto divertente: oggi un testimone ha dovuto chiarire alcuni aspetti di un episodio, quello del ritrovamento da parte del Movimento No Tav di telecamere nascoste tra le rocce della Clarea. Il perché lo capirete da sol*. Qualcuno, evidentemente, non l’ha ancora digerita. E noi, di fronte a tutto questo, non possiamo che farci una bella ed elegante risata.
Avanti No Tav! Si parte e si torna insieme
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