
Tra sciacalli, provocatori ed egoismi
Numa lo sciacallo torna a colpire. Non appena le agenzie di stampa iniziano a battere la notizia dei due arrestati accusati di aver attentato al manager dell’Ansaldo, il prolifico se ne esce con le sue ricostruzioni d’improbabili fili di collegamento tra questi e il movimento no tav:
“la matrice piemontese dell’attentato condotto nello stile delle Br degli Anni 70, è sottolineata anche nel modo in cui fu elaborata la rivendicazione, in larga parte tratta da un documento prodotto dagli anarco-insurrezionalisti del Nord Est, radicati da mesi in Val Susa”.
Forse Numa no sa – o finge di non sapere – che il comunicato della Fai-Informale che fece seguito all’attentato contro Adinolfi esprimeva un concentrato di rabbia e disgusto per i movimenti popolari che, come il no tav, si oppongono apertamente a chi vuole imporgli dall’alto un’opera inutile e dannosa. Un disprezzo elargito a quanti in questi anni si sono avvicinati al movimento di opposizione più longevo e forte d’Italia.
Troppo gustoso, per un “giornalista” come Numa, il boccone da gettare in pasto ai lettori impauriti. L’occasione si fa ghiotta per buttare un po’ di merda sul rispettato movimento della Val Susa, che di anno in anno aumenta consensi e simpatie anche fuori del proprio territorio. Chissà quanti lo seguiranno nei suoi deliri fanta-politici. Per ora il collega Meo Ponte si limita a rispolverare uno stile “a tinte forti” in cui la San Salvario della movida diventa la “casbah” in cui gli attentatori avrebbero molti rifugi su cui contare. Ognuno si fa il film che riesce a immaginare.
La faziosità di un certo giornalismo locale non ha davvero limiti. Si rassegni il povero Numa: potrà spulciare tutto quel che vuole, da qui a stasera, non troverà un solo elemento di collegamento tra questi arresti, la val Susa e il più generale movimento no tav. Perché non ci sono!
Magari sarà l’ennesima operazione che si risolverà in un nulla di fatto, magari no. Quello che è certo è che i movimenti di lotta nulla hanno a che spartire con i gesti individuali figli di una cultura demenziale, nichilista ed egoista di chi pensa di aver sempre da insegnare a tutti e tutte e porta avanti azioni senza preoccuparsi degli effetti che potranno avere sulle lotte e il bisogno di opposizione che inizia a covare nel paese.
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