
Tra cessi e maleducazione: i mercenari del sistema tav
Il cantiere del Tav è una merda! E non è un’imprecazione, è un dato di fatto, perchè negli ultimi giorni sono i cessi ad essere protagonisti delle rivendicazioni dei mercenari, in divisa o meno, che lavorano all’interno del fortino con il compito di devastare la Valle.
Se da un lato sono i 53 operai impiegati nello scavo a chiedere più salario, dall’altro l’immancabile Sap, sindacato ultrà della polizia, si sbraccia per i cessi del cantiere, vero e proprio bisogno delle forze dell’ordine evidentemente. Se n’era già parlato qui, Vi siete messi nella cacca… [il Sap, i gabinetti e il cantiere Tav], ed ora in questo articolo di Repubblica che pubblichiamo integralmente si torna sull’argomento, evidentemente sempre più attinente.
Ma la chicca è la dichiarazione del direttore generale di Ltf, Bufalini, che non ci consegna una bella immagine di coloro i quali non perdono occasione per manganellare o far bersaglio di lacrimogeni i notav: “I wc ci sono, il servizio di pulizia viene svolto e abbiamo sempre adempiuto alle richieste fatte dalla Questura. Accetto poco la critica sulla sporcizia, perché così come nelle case private, molto dipende da chi usa i bagni”
L’articolo denota inoltra l’incapacità delle forze dell’ordine ad organizzarsi autonomamente persino per mangiare, ma noi lo sappiamo, già in passato si erano appropriate di tavoli e sedie dai nostri presidi.
Infine una considerazione: il sistema tav è fatto per usare e gettare chiunque, dal territorio ai propri mercenari, la dimostrazione di quanto sia giusto continuare ad avversarlo con la lotta.
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di seguito l’articolo di Repubblica
Chiomonte, la protesta dei poliziotti: “Costretti a usare gli scudi come tavola”
“Il cantiere della Tav di Chiomonte non è un posto come gli altri, bisogna investire più risorse per tutelare chi ci lavora”. Gli operai e i poliziotti che lavorano alla Maddalena chiedono maggiori attenzioni alle ditte che hanno vinto gli appalti. La questione viene affrontata da due sindacalisti: il delegato rsu valsusino della Cgil Cosimo Russo, fresco di una vittoria schiacciante alle ultime elezioni al cantiere, ed il segretario generale del sindacato di polizia Sap, Gianni Tonelli. La talpa ha appena scavato il primo chilometro e la Cgil ha chiesto un incontro con la direzione lavori per concordare un aumento del salario, come previsto per legge. “si può arrivare fino al 20 per cento in più – spiega Russo – noi chiederemo il massimo, perché il nostro è un lavoro a rischio, bucare una montagna è sempre pericoloso, nonostante si prendano tutte le misure di sicurezza, come qui a Chiomonte. Senza dimenticare i problemi legati alle manifestazioni No Tav. Insomma, siamo in mezzo a due fuochi”. La questione salariale è quella che interessa di più: “Nel 2005, per lo stesso lavoro in galleria, avevamo una busta paga da 2700 euro al mese – aggiunge Russo – ora si arriva malapena a 2000. Alcuni colleghi che lavorano fuori dal tunnel ne prendono ancora meno, chiederemo parità di trattamento. La crisi tocca tutti e comprendiamo la difficoltà delle aziende, però stiamo realizzando dei lavori di rilievo internazionale. Risorse se ne stanno investendo: vadano anche a favore degli operai”. Il lavori della talpa non è facile e nei giorni scorsi un operaio ha perso un dito mentre spostava delle tubazioni. Durante la perforazione alcune rocce hanno iniziato a “scoppiare” e sgretolarsi, provocando la caduta di un masso di notevoli dimensioni. “Sono rischi che fanno parte del mestiere – aggiunge Russo – per questo non ci lamentiamo, ma chiediamo che il nostro impegno venga riconosciuto”. A essere davvero arrabbiati per le condizioni di lavoro sono i poliziotti e lo fanno sapere tramite il segretario Tonelli: “I nostri agenti non hanno gabinetti degni di questo nome, né locali per mangiare nella pausa pranzo, a differenza dell’esercito – dice – I militari e gli operai si sono organizzati con una loro mensa alla quale noi non abbiamo titolo di accesso e per mangiare dobbiamo metterci il baracchino sulle ginocchia, usando lo scudo come tavolo”.
Il direttore generale di Ltf Maurizio Bufalini replica alle richieste: “Non entriamo nel merito delle trattative salariali che non ci competono. Ci tengo però a ribadire l’apprezzamento per la qualità del lavoro svolto dagli operai alla Maddalena, quindi ci auguriamo che si possa trovare un accordo sui compensi”. Sulla questione dei bagni per i poliziotti, Bufalini aggiunge: “I wc ci sono, il servizio di pulizia viene svolto e abbiamo sempre adempiuto alle richieste fatte dalla Questura. Accetto poco la critica sulla sporcizia, perché così come nelle case private, molto dipende da chi usa i bagni”. E sul fatto che i poliziotti non abbiano i locali per la mensa? “Anche in questo caso, non voglio entrare nel merito del confronto tra sindacati e Questura – risponde il direttore di Ltf – ci era stato chiesto un locale mensa e l’abbiamo dato, usato dall’esercito, proprio nella palazzina che ospita anche da noi. Se ci saranno ulteriori richieste in tal senso cercheremo di soddisfarle”.
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