
Torino-Lione, Delmastro: No Tav come la mafia

Giornata di stravolgimenti in Piemonte per la gang Sì Tav.
A Roma è stato costretto alle dimissioni il biellese Andrea Delmastro Delle Vedove, lo stesso che appena un anno fa, in gita fuori porta a Chiomonte, dichiarava che “i No Tav sono come la mafia” e che ha scritto norme del decreto Sicurezza su misura per colpire il movimento. Peccato che Delmastro sia anche una buona forchetta e abbia “inavvertitamente” partecipato a una società proprietaria di un ristorante con quote derivanti dal riciclaggio di una cosca mafiosa. Evidentemente, di mafia parlava con cognizione di causa.
Il distratto sottosegretario, a sua detta, avrebbe poi involontariamente spostato le sue quote su società non riconducibili a lui, casualmente proprio mentre il padre della sua socia veniva condannato. Dopo lo scandalo è stato infine costretto a dimettersi.
Chi invece non si è dimessa del tutto è la vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, che appena un paio di settimane fa veniva ripresa sorridente, con l’elmetto in testa, davanti alla nuova fresa — che ancora nessuno ha visto. Era molto felice: evidentemente gli incassi del ristorante andavano bene. Già, perché anche lei era socia di Delmastro nell’affare.
Al suo posto arriverà il simpatico camerata Marrone. Attendiamo nuovi libri.
A questo punto è quasi inutile continuare a sottolineare l’incredibile frequenza con cui emergono connessioni tra chi sostiene l’entità Tav e chi viene poi scoperto con le mani in pasta. La riflessione che vogliamo fare, anche alla luce della sconfitta referendaria, riguarda la giustizia: carriere separate non sappiamo, ma strade separate sicuramente. E soprattutto a velocità diverse.
Mentre i soggetti citati non sono neppure stati indagati e con ogni probabilità non pagheranno mai davvero, qualsiasi gesto di resistenza contro un’opera imposta e inutile viene represso e punito con rapidità esemplare. Da 35 anni i processi contro il movimento sono all’ordine del giorno.
La domanda allora è semplice: a chi conviene? La risposta la conosciamo, ma non si può scrivere.
Ai prossimi politicanti di passaggio: continuate pure a parlare e ad accusare, ma fate attenzione, perché poi tutto torna indietro.
Voi passate. Vi bruciate, vi riciclate, sparite. Il movimento No Tav dovrete per sempre metterlo in conto.
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