TORINO I LAVORATORI SCENDONO DALLA TORRE DI INTESA SAN PAOLO
Stamattina si è concluso a Torino il primo round del braccio di ferro tra lavoratori dei treni notturni e ferrovie. Antonio Previti, Nicola Saba e Matteo Mele, i tre portavoce torinesi che erano saliti mercoledì sera sul grattacielo di Passera – lo stesso ministro che vuole proseguire il disegno del governo Belusconi sulle grandi opere inutili – per difendere posto di lavoro e dignità di tutti, sono scesi a terra dopo esplicite garanzie di salvaguardia occupazionale. Il sindaco Fassino, con il collega Pisapia di Milano, si è fatto garante della mediazione con Moretti. Nella conferenza stampa dei lavoratori, Matteo Mele ha dichiarato che la protesta era solo “sospesa”, e che, come lavoratori – “leoni arrabbiati” si sono autodefiniti, pronti a riprendere l’agitazione ove le garanzie di lavoro venissero disattese – la vigilanza sull’esecuzione dell’accordo continuava. Il movimento no tav, nella sua componente valsusina e torinese, ha portato la propria solidarietà resistente ai lavoratori, assicurando una presenza concreta al loro fianco. (Maria e Gigi)
di seguito la lettera inviata dai lavoratori al ministro Passera
Caro signor Ministro Corrado Passera,
Non siamo saliti nel cantiere del grattacielo Intesa San Paolo per farLe dispetto. Pensiamo però che se Lei ha avuto come amministratore delegato di Intesa San Paolo la capacità di trovare il mezzo miliardo che occorre per costruire un grattacielo che non si capisce bene a cosa serve, ora come Ministro dei Trasporti potrebbe e dovrebbe trovare il modo di difendere il servizio dei treni notturni, che gli italiani sanno benissimo a cosa servono.
Il servizio è stato massacrato a partire dal 2005, per un declino programmato che non è dovuto solo alla concorrenza dei voli low cost.
In questo momento ci troviamo nel problema di quasi 900 lavoratori rimasti senza lavoro col cambio di orario delle Ferrovie, e non ci sembra che si possa dire che la occupazione provvisoria di 240 presso la Angels sia una soluzione.
Quello che Le chiediamo è semplice. Le chiediamo di prendere la iniziativa di un ripensamento sostanziale, avviando concretamente i passi necessari per garantire la occupazione a tutti i lavoratori e per ripristinare il servizio universale coi treni notturni.
La cosa migliore sarebbe che Lei venisse qui direttamente al cantiere della grande opera edilizia a cui ha dato il via, a parlare con noi.
La richiesta diplomatica che le facciamo è che si apra un tavolo sulla nostra rioccupazione e sulla difesa dei treni notturni, un tavolo aperto personalmente dal Ministro a cui partecipino Treniitalia, i sindacati, gli Enti Locali interessati e una delegazione di noi lavoratori ex Servirail Wagon Lits
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