Tav, l’Europa “gela” le attese “Mancano ancora le condizioni”
Il commissario europeo Kallas si aspetta di più: non basta l’avvio del cantiere di Chiomonte per dire che tutte le condizioni poste dall’Europa per finanziare la Torino-Lione sono soddisfatte
di MARIACHIARA GIACOSA per REPUBBLICA.IT
La conferenza intergovernativa Italia-Francia del 6 luglio prossimo sarà il momento della verità per la sorte dei finanziamenti europei (672 milioni di euro) destinati alla Tav Torino-Lione. Questa l’indicazione giunta dal commissario Ue ai Trasporti Siim Kallas. Fonti vicine a Kallas hanno fatto sapere che il commissario ha ricevuto ieri una lettera in cui Roma e Parigi esprimono il loro impegno per raggiungere un nuovo accordo bilaterale sul finanziamento dell’opera, sottolineando che si è preso nota che da parte italiana la situazione viene affrontata con grande serietà.
Tuttavia, Bruxelles ritiene che “al momento” non si possono dire rispettate tutte le condizioni fissate per ottenere i fondi europei. Ed esprime l’auspicio che mercoledì prossimo, quando i ministri di Italia e Francia si incontreranno a Roma, vengano forniti ulteriori elementi di chiarezza.
Le tre condizioni che Italia e Francia si sono impegnate a rispettare entro il 30 giugno scorso sono l’apertura del cantiere per il tunnel della Maddalena, l’approvazione dei nuovi progetti e la firma di un nuovo accordo bilaterale sulla ripartizione dei costi finanziari dell’opera.
La Commissione “ha ricevuto la lettera e si nota che la situazione viene presa molto sul serio. Ma al momento le tre condizioni non sono ancora rispettate”, ha spiegato Helen Kearns, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Siim Kallas.
“Si spera – ha aggiunto la portavoce – che la situazione sarà più chiara la prossima setttimana”, dopo la conferenza intergovernativa del 6 luglio.
Sul fronte interno, la manifestazione nazionale indetta dal movimento No Tav per domenica 3 luglio “non è la riconquista del cantiere della Maddalena”. Lo ha detto stamani a Torino, durante la presentazione dell’iniziativa, il leader del movimento No Tav, Alberto Perino. “Riconquistare la Maddalena ora – ha argomentato Perino – sarebbe una soluzione velleitaria: non ci sono le condizioni geomorfologiche, politiche e militari. Ci limiteremo soltanto ad assediare”.
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