
Sito di Orbassano: passa anche dal FAI il greenwashing del TAV
Lo scorso lunedì 12 ottobre un gruppo di Ambassador della Federazione Autotrasportatori Italiani ha visitato il terminal ferroviario di SITO Logistica a Orbassano. La visita è stata raccontata dall’associazione stessa come “un’occasione di approfondimento e conoscenza diretta di una delle realtà strategiche per la logistica e il trasporto merci del Nord-Ovest”.
Il terminal è interessato dal progetto della tratta nazionale della Torino Lione proposto da RFI, quello stesso progetto per cui si è lungamente e aspramente discusso ai tavoli di lavoro in Regione coinvolgendo anche le istituzioni comunali dei territori su cui insiste il progetto, l’Unione Montana Valle Susa e il suo comitato tecnico.
Un precedente progetto preliminare era stato depositato da RFI nel 2011, per la realizzazione della tratta di accesso italiana al tunnel di base, da Bussoleno a Settimo Torinese. Tale progetto non è mai stato approvato e successivamente è stato oggetto di una revisione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che ha cancellato larga parte delle previsioni iniziali.
A fine 2025 RFI ha ridepositato un progetto definitivo per la realizzazione di un tratto di 23 km tra Avigliana e lo scalo merci di Torino Orbassano in aggiunta alla linea ferroviaria esistente. Progetto per il quale se da un lato il costo aggiornato è già fuori controllo (pari a 3 miliardi di euro senza alcuna speranza di ottenere finanziamenti dall’Europa), dall’altro si basa su delle previsioni trasportistiche completamente inconsistenti, aspetti che d’altronde caratterizzano l’intero progetto della linea Torino-Lione.
La linea esistente è sottoutilizzata, si parla di un uso pari a meno di un terzo della sua capacità. Infatti i treni merci di autostrada ferroviaria tra Orbassano e Aiton sono stati già abbandonati da Trenitalia e SNCF, perché scarsamente utilizzati ed economicamente insostenibili. Inoltre la Francia ha più volte ribadito che non intende realizzare nuove linee di accesso prima del 2045.
Viene quindi spontaneo chiedersi se Enzo Pompilio D’Alicandro, amministratore delegato di SITO Logistica e presidente di FAI provinciale di Torino, che ha ripercorso la storia e le origini dell’interporto di Orbassano, illustrandone l’evoluzione rispetto al progetto TAV ai giovani Ambassador, li abbia edotti anche su questi dati di realtà.
Più che un’occasione di approfondimento com’è stata promossa dalla federazione, la visita sembra un’occasione per lusingare chi a Palazzo Chigi spinge per questa – costosa quanto inutile – infrastruttura e per colmare l’assordante silenzio della federazione stessa sulle rivendicazioni di piazza portate avanti degli autotrasportatori al Sud.
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