
Scibona: Rinaudo venga rimosso da PM incaricato delle indagini sui No Tav.
Riceviamo e pubblichiamo
LA FALSA AGGRESSIONE ALL’AUTISTA DEL PM RINAUDO
Apprendiamo dagli organi di stampa che l’aggressione subita dall’autista del PM Rinaudo nell’aprile scorso era tutta una invenzione dell’autista stesso; oltre a rallegrarci per il lavoro svolto dagli organi inquirenti che ha portato in tempi relativamente brevi alla soluzione del caso sono d’obbligo due importanti riflessioni.
La prima riguarda quella che è diventata, secondo noi, l’impossibilità per il PM Rinaudo di mantenere il suo ruolo nelle indagini relative al Movimento No Tav, infatti le sue reiterate dichiarazioni nelle ore successive alla finta aggressione e riportate da La Stampa il 12 aprile scorso tra cui “il mio autista aggredito per intimidire i giudici” sono tali da palesare una ormai totale incompatibilità ed assenza di indipendenza ne il ruolo che attualmente occupa, per almeno due motivi.
Il primo è che occupandosi del Movimento No Tav avrebbe dovuto mantenere una maggiore cautela e non rilasciare alcuna dichiarazione in tal senso non essendovi, al tempo delle sue dichiarazioni, alcun indizio del coinvolgimento di chicchessia apparente al movimento No Tav; il secondo perché affermando che si volevano intimidire i Giudici ed essendo in atto molteplici e controversi processi contro attivisti No Tav in cui egli è Pubblico Ministero, ha volutamente esercitato una forma di pressione, deontologicamente riprorevole, proprio su quei giudici che dovrebbero avallare o meno le sue tesi accusatorie, anche di terrorismo, influenzando quella serenità ed indipendenza di giudizio che deve essere propria della magistratura giudicante.
Per tutti questi motivi chiediamo che il Dr Rinaudo venga rimosso dal ruolo che attualmente occupa come PM incaricato delle indagini sul Movimento No Tav.
La seconda riflessione riguarda il fatto che dal giorno successivo alla falsa aggressione vi è stato un proliferare di dichiarazioni da parte di esponenti politici che hanno accusato esplicitamente il Movimento No Tav (o quella che loro amano definire la frangia violenta) di essere in qualche modo autore dell’aggressione, queste affermazioni erano fortemente supportate dal tenore degli articoli di stampa che relegavano a probabilità infinitesimali il fatto che i No Tav fossero del tutto estranei ed anzi in seguito interpretavano in modo del tutto irresponsabile una frase detta in radio come una specie di “rivendicazione” del fatto.
A consuntivo è innegabile che l’unico organo di informazione che aveva intuito sin da subito la realtà dei fatti è uno dei siti di riferimento del Movimento No Tav ovvero www.notav.info, e questo dovrebbe far riflettere e spiegare parzialmente perché il nostro Paese è al 49° posto della classifica sulla “Libertà di stampa nel mondo 2014” di Reporter Senza Frontiere ovvero ben dopo Ghana, Uruguay, El Salvador e Romania.
Il M5S, proprio perché conosce molto bene il Movimento No Tav, aveva espresso sin da subito forti dubbi su quella aggressione in quanto del tutto estranea ai comportamenti dei No Tav, i nostri dubbi sono stati oggi confermati.
Infine sorge il dubbio che questa “bufala” sia stata smascherata in un tempo relativamente breve per l’imperizia del suo inventore, ma chissà quante altre “bufale” (minacce, buste con proiettili attribuite ai No Tav) realizzate con una perizia maggiore non sono ancora state smascherate dalla Magistratura?
Chissà quante lettere sono state scritte, quanti fiammiferi sono stati accesi e quante bottiglie molotov sono state depositate, da mani che con il Movimento No Tav non hanno nulla a che fare?
Marco Scibona
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