SANDRO PLANO PRES. COMUNITA’ MONTANA COMMENTA LA ZONA MILITARE A CHIOMONTE “COME AMMINISTRATORE SONO DISPIACIUTO COME VALSUSINO SONO INCAZZATO”
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Sandro Plano presidente della comunità montana val susa e sangone commenta l’inserimento nel ddl sviluppo del governo Berlusconi del tunnel geognostico di Chiomonte come opera di interesse strategico. Di fatto le recinzioni del cantiere tav di Chiomonte in val di Susa verranno dichiarate zona militare. In un primo commento a caldo rilasciato al quotidiano LaStampa di Torino Plano vedeva tra i colpevoli di questa grave decisione i compagni di partito del pd che a detta del presidente di fatto si trasforma sempre di più da partito di centro sinistra a “partito dei militari”. Ricordiamo infatti le gravi e ripetute dichiarazioni dei parlamentari pd Stefano Esposito e Giorgio Merlo che da mesi invocavano e invocano l’uso della forza contro il movimento no tav. Un fallimento della politica, secondo Plano, che dopo anni di finto confronto arriva oggi per mani delle più alte cariche dello stato italiano a cercare di imporre con la forza le decisioni ai suoi cittadini. Da valsusino poi, prosegue, i sentimenti esplodono, vedere i luoghi in cui si è nati e cresciuti minacciati di distruzione fa male e fa arrabbiare. Dal canto suo il movimento non si tirerà di certo indietro di fronte a questo nuovo e gravissimo affronto. Nulla cambia e nulla cambierà. Da anni la val di Susa combatte per la difesa del suo territorio, combatte per il suo futuro: vedere i governi passare sui teleschermi, vedere migliaia di poliziotti invadere i campi e i boschi è ormai una routine a cui i valsusini si sono abituati ma che sicuramente non tollerano e non tollereranno in futuro. Se oggi in Italia per costruire un’opera pubblica è necessario schierare l’esercito, militarizzare i territori questo da solo la dice lunga sul fallimento della politica. Sempre più inoltre si apre una voragine tra chi pensa di governare e chi invece ha deciso di scrivere la propria storia e decidere il proprio futuro.
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