
Salvini la spara: “facciamo il ponte, sono 100.000 posti di lavoro”. Ma il caso TAV mostra che sono tutte balle
I ministri non hanno ancora iniziato a scaldare le poltrone e già come previsto si fregano le mani. Apre le danze il sen. Salvini che oggi invita a fare “il ponte Draghi” (sic!) sullo stretto di Messina dicendo che ci sono 100.000 posti di lavoro chiavi in mano. Una balla che abbiamo già sentito per il TAV per cui grandi opere = grande occupazione
In realtà l’avanzamento della tecnologia edile fa sì che ormai da decenni la leva occupazionale delle grandi opere è ridicola rispetto all’investimento. Pochi addetti, a tempo, che manovrano macchine sofisticate.
A titolo di esempio, vediamo qual è l‘impatto occupazionale del TAV secondo i dati forniti dalla stessa società promotrice TELT nel suo famoso “road show” del 2017 a Torino
Per il mega-tunnel lato italiano i promotori annunciano
– nei primi due anni circa 200 lavoratori
– nell’ultimo anno e mezzo una cinquantina
– negli otto anni e mezzo centrali di lavoro la media è di circa 900 lavoratori
= 800 lavoratori in media per la durata del cantiere.
Mettiamoci anche i posti di lavoro “indiretti”, stimati da TELT a 2 per ogni occupato del cantiere = 1.600 posti.
Quindi 1.600 + 800 = 2.400 posti di lavoro in tutto e per tutto generati dal TAV. Circa 40 volte meno di quelli annunciati dal Salvini per il ponte sullo stretto.
Meglio di niente? Bisogna vedere quanto costano alle casse pubbliche questi investimenti in grandi opere e se, per creare occupazione durevole e utile, non sarebbe meglio investirli altrove.
I costi del TAV sono fissati dalla delibera cipe n. 19 del 2015 che mette nero su bianco le quote di finanziamento UE, Francia e Italia. L’Italia pagherà 3 miliardi di euro per il solo tunnel transfrontaliero
Quindi per una media di 2.400 occupati, l’Italia pagherà 3 miliardi di euro di soldi pubblici. Il che significa
1 posto di lavoro “creato col TAV = 1,25 milioni di euro
Di questo si parla quando si parla di lavoro con le grandi opere: pochissimi posti, precari con progetti che però che piacciono ai costruttori perché il rischio d’impresa se lo accollano i cittadini e per gli imprenditori ci sono solo profitti.
Tra l’altro, il caso TAV dimostra non solo che il TAV non dà lavoro ma che lo toglie. Questo è lo stato delle vigne della Val Clarea ai cui vignaioli il TAV sta letteralmente LEVANDO la possibilità di vivere della propria terra.
Le truppe di occupazione dello Stato italiano recentemente hanno impedito loro di concimare e potare le viti usando poliziotti dell’anti-sommossa che proteggono il cantiere della vergogna 
I tempi di queste balle spaziali delle grandi opere che portano lavoro sono appena cominciate allora… attrezziamoci.
Leggi anche

Torino-Lione: lavori per la nuova linea, disagi su quella esistente
Dal 12 settembre al 9 ottobre stop ai collegamenti ferroviari tra Chambéry e Modane. In Valle di Susa lavori e modifiche alla circolazione sulla linea storica. Intanto, sul versante francese, si costruisce l’interconnessione con la nuova Torino-Lione. Per quasi un mese spostarsi in treno tra Italia e Francia sarà più complicato. Infatti, dal 12 settembre al […]

A 1.800 metri sottoterra, l’incendio smentisce la favola della sicurezza TELT
Lunedì 7 settembre, intorno alle 14, un incendio è divampato in una galleria di accesso al tunnel di base della Torino-Lione, a Saint-Martin-de-la-Porte, in Maurienne. Dentro la galleria, a circa 1.800 metri sottoterra, c’erano 79 lavoratori. Il fuoco è stato domato intorno alle 16 e l’evacuazione dei lavoratori si è conclusa alle 17.30. Una persona è […]

PUNTO INFORMATIVO 15/09 ore 16 Arco di Augusto, Susa
Martedì 15 settembre 2026, alle ore 17.00, presso il Castello di Adelaide, si terrà un incontro pubblico dedicato alla presentazione da parte dei tecnici di TELT del progetto esecutivo relativo agli interventi che interesseranno la mobilità sul territorio di Susa. L’incontro sarà pubblico ma a numero chiuso a discrezione dell’amministrazione. Invitiamo la popolazione a venire […]

Verso la marcia popolare No Tav del 3 ottobre
Aspettando la marcia popolare No Tav del 3 ottobre da Sant’Ambrogio ad Avigliana, condividiamo i primi appuntamenti informativi che la precederanno. Vi aspettiamo numerosi e numerose! • Sabato 12 settembre, dalle h.15 alle h.18 a Rivoli troverete un banchetto informativo in Piazza Martiri • Martedì 15 settembre, alle h.21 a Rivalta di terrà un’assemblea informativa […]

Oltre la propaganda dei partiti, la valle torna in marcia
Il 3 ottobre il Movimento No Tav torna in piazza, da Sant’Ambrogio ad Avigliana, contro la realizzazione della tratta nazionale. Molte assemblee e iniziative sono in programma in tutta la Valle nei prossimi giorni: importanti tappe di avvicinamento a una mobilitazione che coinvolge un territorio sempre più esteso, colpito o destinato a essere colpito dagli […]


