Rodotà chiede una nuova riflessione politica sulla grande opera e viene tacciato di filobrigatismo
Basta dire due parole sensate e qualche dubbio sul tav che può succedere di tutto. Questa volta è il turno di Stefano Rodotà, ex candidato alla Presidenza della Repubblica, che nel giro di 8 minutio viene tacciato di filo-brigatismo da Angelino Alfano che avrebbe poco da dire viste le sue pessime frequentazioni.
Rodotà ha affermato che le parole contenute nella fantomatica lettera di due detenuti classificati come nuove br “sono deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell’opera a una mera questione di ordine pubblico”.
Ha poi proseguito il suo ragionamento spiegando il perchè dei suoi dubbi sul tav e via discorrendo. Da qui ecco spuntare Alfano ed altri a definire le parole di Rodotà inaccettabili, senza comprendere (in malafede) cosa intendeva il giurista che poi ha docuto specificare meglio.
Certo, Rodotà è un rivoluzionario e da giovane faceva il tifo per le Br…ma perpiacere! E’ solo che il totem Tav non si può toccare, e chiunque non si allinea al pensiero unico viene demolito e attaccato da tutte le parti
Qui l’articolo del Fatto Quotidiano
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