
Risveglio con il Tav
L’incubo di una realizzazione calata dall’alto, che ignora la bellezza e le risorse naturali e artistiche di un territorio.

Spesso accompagnato da una certa ritualità che aiuta a riprendere il contatto con il mondo circostante il risveglio può caratterizzarsi come un momento zen: osservare l’alba sulla pianura recitando una preghiera seguita da un buon caffè. Oppure al risveglio gli incubi notturni possono prendere forma nella realtà.
Non fu certo un bel risveglio quello del lontano ottobre 2006 quando la testata giornalistica locale della Val Susa, Luna Nuova, annunciava che il tracciato del TAV avrebbe attraversato Rivalta con il benestare degli amministratori locali di allora e di chi aveva persino raggiunto Bruxelles. E oggi? Dopo vent’anni di dibattiti e marce a difesa del territorio, mobilitazioni che hanno coinvolto decine di migliaia di persone da Rivalta a Chiomonte, l’incubo TAV va delineandosi nella sua forma più minacciosa: non solo una realizzazione calata dall’alto, che ignora la bellezza e le risorse naturali e artistiche di un territorio, ma anche la prospettiva certa del cantiere infinito, per mancanza di risorse economiche sufficienti a completare l’opera nei tempi previsti.
Il 1° dicembre 2025 è avvenuto il deposito del progetto definitivo da parte di Rete Ferroviaria Italiana, con l’avvio dell’iter autorizzativo presso i Ministeri Ambiente e Cultura. I comuni coinvolti (Avigliana, Rivoli, Orbassano, oltre a Rivalta, che avrà il cantiere più esteso e impattante, ma anche Buttigliera Alta, Rosta, Grugliasco, Villarbasse, Alpignano e Beinasco) hanno dovuto esprimere il loro parere in tempi assai ristretti, perché la conferenza di servizi si è tenuta il 7 febbraio 2026.
A questo punto diventa pressoché irrilevante sindacare sull’utilità dell’opera, ma seri e legittimi dubbi permangono constatando i costi esorbitanti di realizzazione e considerando l’esistenza della linea ferroviaria storica, mentre rimane rilevantissima la possibilità di difendere e preservare il nostro territorio dalla devastazione che ne deriverebbe. Il territorio è spazio, è importante come la vita.
Rivalta, in particolare, assisterebbe alla perforazione della sua collina morenica, con il conseguente interessamento delle falde acquifere e della rete idrica, alla distruzione di enormi aree agricole che sarebbero destinate al deposito dei detriti di scavo, a una vera e propria trasformazione artificiale del territorio anche in prossimità della chiesa di S. Vittore. Per non parlare di una viabilità modificata e molto difficoltosa. A distanza di vent’anni e in pieno riscaldamento climatico, consumare suolo nelle forme e nelle quantità coinvolte dal progetto appare senza senso e senza alcuna visione di futuro.
Sappiamo che il suolo assorbe anidride carbonica dall’aria, se lasciato libero. Mentre quest’usura è come una guerra al territorio in tempo di pace, una guerra mossa con macchine movimento terra e talpe meccaniche, al bene comune che non può parlare e non può difendersi.
Il disastro che incombe sulle nostre teste è frutto di una politica che, pur dicendosi democratica, decide e non sa ascoltare. Mentre è l’ascolto che ci chiedono i giovani, in particolare su questi argomenti: cura per l’ambiente e per la diversità, rispetto per tutte le forme di vita. La percezione è che molti di loro abbiano una più attenta sensibilità per le sorti del Pianeta e si sentano traditi dalla nostra noncuranza, derubati del futuro. Avere il coraggio di ostacolare un progetto simile, non lasciando passare un treno sugli alberi e sulle case, sui campi e sulle colture, potrebbe rappresentare un modo per riconciliarsi, fare ammenda riguardo agli errori del passato e rieducare noi stessi all’ascolto reciproco. Al futuro di tutti.
Da Forum nazionale salviamo il paesaggio – Difendiamo i territori di Cristina Petrini
Leggi anche

I Sì Tav scendono in piazza: una vittoria No Tav
Doveva essere la risposta del fronte Sì Tav. La dimostrazione che, nonostante anni di cantieri, proteste e contestazioni, attorno alla Torino-Lione esistesse un consenso ampio e capace di mobilitarsi. Eppure ieri a Torino, si sono presentate forse 200 persone, pure secondo la Digos. Boni, probabilmente rimandato più volte in matematica nella sua carriera scolastica, ne […]

No alla loro violenza, NO TAV.
Una congrega di partiti del centro destra con l’aggiunta di Calenda e di una parte del PD, ha organizzato una manifestazione a favore della realizzazione del Tav Torino-Lione. Nessun problema e sapremo come rispondere. È però importante capire quanto questi signori siano alla disperazione nel giustificare uno spreco di denaro pubblico per un’opera ecocida che […]

Ciao Dario!
Questa mattina, di tiepido sole settembrino, il nostro compagno di tante lotte Dario ci ha lasciato…Sempre presente ad ogni iniziativa di lotta e di festa, sino a quando il suo “cuore ballerino “glielo ha permesso è stato al nostro fianco.. sempre. Manchi e mancherai caro Dario, mancherà il tuo sorriso, mancheranno le tue battute, mancherà […]

Ciao Bianca
Di seguito le parole di Nicoletta per ricordare Bianca che ci ha lasciato in questi giorni. La cerimonia funebre si terrà lunedì 21 settembre alle ore 17.15 al Tempio crematorio di Piscina.Chi volesse darle l’ultimo saluto può recarsi presso le camere mortuarie dell’ istituto INOC (Via della ricerca 7 a Candiolo) domenica 20 dalle 10.00 […]

Tav: l’Europa concede la scadenza al 2027. In Regione, Cirio prova “democraticamente” a chiudere il dibattito
Da una parte c’è un’opera che, a sentire la politica piemontese (e non solo) sarebbe ormai fatta, finanziata, appaltata e addirittura prossima al traguardo. Dall’altra ci sono i cantieri, i cronoprogrammi e le scadenze europee, che continuano a raccontare una storia diversa. È questo il paradosso emerso il 16 settembre, durante la seduta straordinaria del […]
