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IL PILONE IN CLAREA NON C’E’ PIU’
[FOTO PILONE 7 AGOSTO 2012] Il tempo del raccolto è arrivato in Clarea, nel caldo di un’estate che sta bruciando prati e seccando sorgenti. Ed ha scelto l’assolato mercoledì di oggi. E’ infatti oggi che in Clarea, maturati il grano e la zizzania, è venuto il tempo della separazione, così come narrato nel grande libro del Vangelo, libro della speranza consegnato da Dio agli uomini per poter guardare oltre l’apparenza di una vita che scorre veloce e che affascina con i suoi fiori effimeri.
Oggi è stato il giorno della chiarezza, giorno nel quale ogni cosa ha presentato il suo vero volto ed assunto il suo effettivo nome. Oggi è stato tolto il pilone votivo preventivo, eretto da un gruppo di cristiani e laici nella primavera dello scorso anno, benedetto nel maggio e divenuto spazio di preghiera e di incontro fino alla fine del febbraio di quest’anno, quando l’avanzare delle reti l’ha consegnato di fatto alla furia distruttrice del potere cieco. Oggi il pilone è stato tolto dal masso in cui era stato costruito con le stesse modalità ormai così consuete in questa zona devastata nel più profondo delle sue radici.
Cosa di esso rimanga per il momento non è dato saperlo, nessuno risponde alle domande ma quanto è importante soprattutto comprendere è la linea di demarcazione che questo atto ha segnato.
Se potevano esserci ancora dubbi ora possono considerarsi sfumati: nel non luogo contenuto nelle imperative e fin troppo note recinzioni, che rimandano ai peggiori territori delle guerre e delle prepotenze del mondo ora Dio ed i suoi sono stati brutalmente scacciati, per far posto alla grande opera che vuole entrare nelle viscere della terra e tutto ciò non può non richiamare pagine apocalittiche di lotta fra il bene ed il male, con buona pace di chi, per superficialità, non sa vedere.
La Madonna del Rocciamelone, S. Francesco, Maria Maddalena ed anche l’Arcangelo Michele sono stati scacciati e con loro la bacheca con la storia dei luoghi e con le fotografie degli amici no tav, che ci hanno preceduti nel viaggio attraverso la vita, ma mai abbandonati. Scacciati non senza aver prima caricato in spalla i doni di quest’anno condiviso: le violenze delle cacciate dai propri territori, le falsità, le denunce, le manganellate e non ultimi i gas lacrimogeni CS, eredità questi, per i molti o pochi che saranno, di splendide morti e di criminali segni nelle generazioni future….
Con la loro partenza ora l’opera si rivela infine per quello che veramente è, devastazione e non ascolto, ma anche banco di prova per i tanti altri territori e città in cui il dissenso sta crescendo a causa delle sempre maggiori difficoltà. Opera che non può rendere nobile il lavoro ma che anzi sta richiudendo in schiavitù l’orgoglio di aver fatto qualcosa di bello, di utile e che rende gli sguardi scuri e senza luce.
Nel tempo in cui Dio è stato rispettato qui si è salvata sicuramente almeno una vita. Dio abbia pietà di chi qui, senza Lui, metterà i suoi giorni futuri.
Gabriella
8 agosto 2012
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