Richiesta sorveglianza speciale per giovane No Tav

La procura torinese ha richiesto l’applicazione della Sorveglianza Speciale, con obbligo di soggiorno di residenza per due anni, ai danni di Giorgio, giovane No Tav di Bussoleno.
La sorveglianza è una misura di prevenzione regolata da una legge del 1956 e si applica a quei soggetti che vengono ritenuti pericolosi per la sicurezza e per la pubblica moralità ed, in particolare, a quei soggetti che, sulla base di elementi di fatto: debbano ritenersi abitualmente dediti a traffici delittuosi o si sospetta vivano abitualmente, per la condotta ed il tenore di vita, anche in parte, con i proventi di attività delittuose oppure siano sospettati di essere dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.
L’applicazione di questa misura comporta la revoca del passaporto e della patente di guida per tutta la sua durata (alla fine occorre richiedere una autorizzazione per rifare gli esami di guida) e l’impossibilità di ottenere qualsiasi licenza di qualsiasi tipo od esercitare qualsiasi attività economica. Il tribunale prescrive inoltre di non associarsi abitualmente alle persone che hanno subito condanne e sono sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza, di non rincasare la sera più tardi di una certa ora e di non uscire la mattina più presto di un’altra data ora, di non partecipare a riunione pubbliche e manifestazioni.
Nel caso di Giorgio è stato inoltre richiesto l’obbligo di dimore nel comune di Residenza, Bussoleno, così da limitarne gli spostamenti in valle.
Questa richiesta di misura nasce da una segnalazione della Questura di Torino che ne ravvede, strumentalmente, una pericolosità sociale.
Entrando nel merito della questione, dalle carte inviate dalla procura ai giudici del tribunale, emerge come l’attività politica del giovane No Tav sia ritenuta pericolosa per la sicurezza pubblica, di come l’accompagnarsi con altri No Tav con precedenti (e chi tra di noi non ne ha!) sia indicatore di condotta delinquenziale abituale, di come il fatto di continuare a manifestare sia segnale di un’assenza di “ravvedimento”; da qui la necessità di disporre una misura di controllo.
La sorveglianza Speciale, misura pesantemente afflittiva e del tutto sproporzionata nel caso di Giorgio, viola altresì chiaramente il diritto di manifestare e associarsi in pubbliche riunioni come garantito dalla Costituzione.
Che la Questura di Torino con gli amici della procura provi a sdoganare tali tipi di provvedimenti in Valle non ci sorprende, sicuramente non abbiamo intenzione di stare con le mani in mano e permettere questo ennesimo sopruso ai danni dei No Tav.
La sorveglianza speciale insieme a molte altre misure preventive, è sempre di più utilizzata come strumento pregiudiziale di controllo e disciplinamento sociale.
La Limitazione della libertà di movimento e le altre restrizioni colpiscono la persona non per un specifico reato ma per lo “stile e comportamento di vita”, per contenere il dissenso sociale, per impedire l’attivazione politica dei signoli attivisti. Tali misure sono sempre più utilizzate per colpire persone attive nei movimenti, vedi Luca e Paolo attivisti della lotta per il diritto all’abitare di Roma, con l’obiettivo di indimidire e sfiancare i percorsi di lotta.
In attesa dell’udienza che deciderà l’applicazione o meno di tale misura, quella del 15/02 ci è fatto sapere che sarà rinviata, registriamo questo ennesimo segnale pericoloso di limitazione della libertà fondamentali e siamo pronti a mobilitarci.
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