La prima sessione coordinata da Angelo Tartaglia e da Livio Pepino era stata aperta da due tecnici della Commissione Tecnica Torino Lione – un tavolo voluto e riconosciuto dall’Unione Montana Valle di Susa -, i quali si sono confrontati sullo stato dei lavori dell’opera con il vice sindaco francese Philippe Delhomme di Villarodin-Bourget che ha riportato notizie devastanti dal lato francese definendo la Maurienne un paesaggio apocalittico fra devastazione e polvere. Più volte è stato citato lo storico Patto di Mutuo soccorso messo in atto nel 2006 con l’obiettivo di far confluire le tante realtà organizzate in Italia che lottavano per la salvaguardia del territorio. Esiste una pubblicazione del 2008 (edita da Carta) La Val di Susa si moltiplica diario di due anni con la prefazione di Maurizio Piccione: “Più si viaggia più si scoprono nuovi amici. Aria fresca che dal Trentino a Noto fa fiorire comitati e presidi aria di un nuovo modo di intendere la politica senza deleghe o compromessi. È un Patto che dà coraggio perché fa capire che siamo in tanti…”.

In sala molti presenti con capelli bianchi hanno vissuto direttamente esperienze di mutualità e ora un po’ dubitano sulla nuova riuscita. Il dubbio lo esprime nettamente Franca Guelfi (comitato di Vado Ligure). “Condivido la maggior parte delle cose dette stamani, ma non sul fatto che l’unione fa la forza…”. Eppure non restano molte altre strade, ne è un esempio la testimonianza del rappresentante del Collettivo Operaio GKN Maurizio Petroni che rappresenta in modo concreto una lotta che stanno per vincere, in quel caso grazie all’unione di tanti che hanno creduto e voluto sostenere questo sogno. In pochi mesi è stato possibile raggiungere la cifra enorme di azionariato popolare di 1 milione di euro (736 persone fisiche e 143 persone giuridiche associazioni ecc).
La seconda sessione pomeridiana coordinata da Alessandra Algostino ha raccolto testimonianze diverse, da Extinction Rebellion a Fridays for Future e Ultima Generazione. Il manifestare diventa sempre più problematico con il decreto sicurezza e la svolta autoritaria imposta dall’attuale governo. Come si fa? Si chiedono gli interventi che si succedono. Copiare dai notav che hanno una lunga esperienza in proposito e presentarsi, ad esempio, con qualche benda sulla testa e il cartello al collo dove si scrive: “Siamo venuti già picchiati” (Torino manifestazione 1 maggio 2023).

Il terzo momento del convegno è stato dedicato all’informazione, sono poche le vertenze ambientali o di lotta raccolte dai media, esiste un silenzio e una ostilità. Fra gli interventi, quello di Duccio Facchini di Altreconomia, mensile che si sta imponendo grazie alle importanti inchieste che porta avanti, in un panorama a dir poco sconsolante.







