
Quei nostalgici della Diaz sul Frecciarossa bloccato
(BLOG di Piero Valesio su Il Fatto Quotidiano ) Sono in treno, sul Frecciarossa. Da Torino a Milano. Sto dormicchiando mentre arriviamo a Milano Rogoredo. Mi svegliano un vociare e un lampo di luce: un gruppo di No Tav ha bloccato il convoglio. Sono una trentina più o meno. Una ragazza agita un fumogeno, un altro ha un piccolo megafono con cui tenta di esporre i motivi dell’azione. Tenta perché il megafono non amplifica quasi nulla.
Osservo e ascolto le reazioni dei miei compagni di viaggio, in prima classe. “Ci sono due o tre professionisti pagati, li ho visti”, dice uno. Penso che se sono pagati avrebbero potuto comprare un megafono un po’ più potente. Dal vagone precedente dove i ragazzi hanno compiuto un atto al confine col terrorismo (hanno lanciato sul treno un paio fialette puzzolenti: questi oscuri finanziatori dei notav devono proprio avere il braccino corto se hanno dotato tali pericolosi sovversivi di un’arma chimica così blanda: ormai uno stracciaculo di jihadista qualunque ha la sua riserva personale di carbonchio) plana nel mio uno sciame di stagionate in minigonna e auricolare nelle orecchie più qualche aspirante manager (molto aspirante a giudicare dallo sguardo) che parla al telefonino: a voce altissima naturalmente, tanto da coprire quella del megafonista.
Frasi testuali colte al volo dai componenti di tali sciami. “Chissà da che famiglie vengono…Capanna” (Capanna!) aveva la macchina li sotto (sotto dove? Bah). “Pensi, a quello che s’è arrampicato sul traliccio hanno tolto la corrente: io l’avrei alzata a 120000 volta ahahah”. La minigonnata imperversa fotografando i manifestanti: “La polizia dov’è? Io con una bella sventagliata risolverei tutto: tutti gambizzati e tanti saluti. A loro permettono tutto, a noi che lavoriamo ci beccano su tutto”. Chissà perché me la vedo che passeggia a Cortina inseguita dalla Finanza e mi scappa da ridere. Il megafonista dice: “Cosa sono dieci minuti di ritardo di fronte allo scempio che fanno del nostro paese e della nostra valle?”. Il mio dirimpettaio dice: “Mi fa sempre più schifo questo paese di merda”. Un altro arringa: “Possibile che non li possa spazzare via e riempirli di botte?”.
Il megafonista annuncia: “A questo punto vi ringraziamo per la vostra pazienza e speriamo di avervi fatto capire perché siamo qui”. La tizia stagionata non sente perché sta urlando al cellulare. Il treno riparte, un po’ impuzzolentito ma riparte. E io sono certo di stare dalla parte di chi ama il suo paese, non lo insulta e non invoca la polizia in stile Diaz ogni cinque secondi.
Leggi anche

08/08 Corteo No Ponte: chiudere la Strettodimessina SPA (VIDEO)
Ieri, 8 agosto, una delegazione di No tav ha partecipato al corteo No Ponte che si è svolto all’interno di tre giorni di mobilitazione e campeggio a Messina dal 7 al 9 agosto. Come Movimento, da sempre, siamo vicini alla lotta conttro il ponte sullo stretto di Messina, per le stesse identiche ragioni per cui […]

PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ AL CARCERE DELLE VALLETTE: MERCOLEDÌ 5 AGOSTO ORE 18.30
Mercoledì 29 luglio, i due giovanissimi attivisti tedeschi arrestati per la straordinaria manifestazione del 25 luglio al cantiere di Chiomonte, hanno ricevuto la convalida della misura cautelare in carcere. I capi d’imputazione sono devastazione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. I due giovani (un ragazzo e una ragazza) sono stati fermati a seguito di […]

Siamo sempre qui!
Si è conclusa una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno.

Primo giorno ad Alta Felicità!
Dopo la Not(t)e ad Alta Felicità di ieri, una serata di primi concerti in attesa dell’inaugurazione del decennale del Festival, questa mattina è stato dato il via ufficiale al Festival Alta Felicità.Quest’anno festeggiamo dieci anni: dieci anni in cui l’estate della Val di Susa è stata animata da lotta, socialità e cultura, vissute in modo […]

La Questura ci prova ancora
Nelle settimane che precedono il Festival Alta Felicità siamo abituati da anni al manifestarsi di provvedimenti giudiziari “ad orologeria”. Anche quest’anno la Questura di Torino non si è smentita ed ha provato a orchestrare una piccola operazione repressiva contro i No Tav. I giornali parlano di Daspo Urbano (Dacur) e fogli di via per almeno […]
