
Qualche domanda e qualche risposta sulla vicenda Tav
Il merito dato ad un carabiniere per non aver risposto agli insulti. E’ lecito domandarsi quindi che cosa ci si aspetta da un carabiniere quando viene insultato. Se a chi non reagisce viene dato un encomio, cosa fanno gli altri, abitualmente?
La linea della ragione
I media si soffermano sul fatto che un manifestante offende le forze dell’ordine. Sparisce completamente il piano per cui le forze dell’ordine hanno inseguito una persona su un traliccio causandone la folgorazione, facendo un’operazione molto utilizzata per la caccia alla volpe: sciogliere i cani per stanare le prede.
Sparisce anche l’irruzione al bar delle forze dell’ordine, avvenuta sfondano vetri nell’operazione di rastrellamento della valle.
Come se fosse qualcosa di normale a cui si è abituati.
Pasolini
Sono passati quarant’anni! Il mondo è un filino cambiato!
Pasolini se la prendeva con i figli dei borghesi che attaccavano facevano guerriglia contro il proletariato. I figli dei borghesi erano il simbolo del capitalismo, contro cui Pasolini, comunista, si scagliava.
Ripetiamo: sono passati quarant’anni!
Nel dibattito di oggi non ci interessa la Valle Giulia, ma la Val Susa!
Né ci interessa capire se Pasolini avesse ragione o meno all’epoca, perché oggi Pasolini vedrebbe dei pensionati senza soldi, studenti e precari fronteggiarsi contro persone che prendono 1300 euro al mese con ferie, malattie, indennizzi e assicurazioni, che difendono un cantiere che è una bolla speculativa, un danno che si riversa sulle vite di tutti, rendendo la gente più povera.
Qualora ci fossero dei dubbi sul mitico Pier Paolo (che si è sempre veloci a dimenticare per tutto il resto della sua opera) si può ricordare il suo amore per i paesaggi naturali e per le persone che crescevano e che vivevano in quei paesaggi, che subivano le angherie della società.
Oggi Pier Paolo prenderebbe la sua auto e andrebbe in Valle a protestare contro un progetto che vede un treno scorticare una valle.
Bersani: non sul “se”, ma sul “come”
Il sempre lungimirante Bersani rilascia questa dichiarazione sulla Val Susa. Aprire il dialogo, ma non sul “se” fare il Tav, ma sul “come” farlo.
E’ evidente che Bersani ha letto il giornale l’ultima volta nel 1968, con l’invasione di Praga da parte delle forze sovietiche. Quel giorno ha chiuso il giornale e ha detto “Compagni, abbiamo vinto”.
Ciao Bersani, dura la vita senza Berlusconi, vero?
Eh, ma è solo un governo tecnico, non ha mica colpe
Il governo tecnico è colpevole. A pieno.
Chi è che manda quel dispiegamento di forze dell’ordine in valle? Chi è che non ferma il cantiere?
E’ evidente che attorno alla Val Susa c’è un livello di speculazione economica che rientra perfettamente nella dinamica della crisi: investimenti a vuoto, lavori inesistenti, grandi opere, mentre nel resto del Paese si taglia su welfare, ricerca, ammortizzatori sociali.
C’è una povertà dilagante e pensiamo che il Tav risolverà la situazione?
“Il Tav si deve fare perché così è stato deciso”
Ma che posizione è?
Di fatto nessuno argomenta più dicendo che il Tav ci avvicina all’Europa.
Forse anche perché nel resto del paese si è visto cosa ha comportato il Tav: taglio dei treni economici e riduzione drastica del diritto alla mobilità.
E’ così che si entra in Europa? con la goldcard?
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