Proponenti TAV: un’omissione di qui, un’omissione di là…
Capita che in Inghilterra vogliano costruire una linea ad alta velocità ferroviaria tra Londra e Manchester, detta HS2, e che numerose analisi anche di industriali dicano che diventerebbe un buco nero. Qui uno degli ultimi post: https://www.notav.info/post/gli-inglesi-scottati-dal-fallimento-dell%E2%80%99eurotunnel-ci-ripensano-sull%E2%80%99av/.
Capita che il proponente, il Governo inglese, commissioni uno studio preliminare di fattibilità economica e che lo paciocchi trattenendo per sé la parte negativa, dove c’è scritto che l’economia di diverse città ed aree subirebbe pesanti danni. Pubblica solo quel che fa comodo.
E capita che la BBC se ne accorga, faccia una richiesta di accesso agli atti e ottenga anche la parte scomparsa. Tutto è raccontato qui: www.theguardian.com/uk-news/2013/oct/19/hs2-government-accused-suppressing-economic-report
Niente di nuovo sotto il sole e nulla che ci sorprenda perché anche i proponenti italiani nascondono le informazioni.
Nel 2008 l’’Osservatorio Torino-Lione’ rifiuta di consegnare documenti ad alcuni cittadini no tav che avevano fatto una richiesta di accesso agli atti.
I no tav fanno causa in Tribunale, ma l’Osservatorio insiste a non dare i documenti.
ll Tribunale lo condanna a dare i documenti, e il Governo e l’Arch. Virano fanno come se niente fosse: non rispettano neanche la sentenza del Tribunale. Ci vorranno altri 2 anni e numerose intimazioni per ottenerli.
Anche LTF (50% pubblica italiana, 50% pubblica francese) rifiuta l’accesso ai ‘suoi’ atti. Una volta, portata in tribunale ha addirittura avuto l’ardire di contestare la competenza dei tribunali italiani.
Conclusione, i proponenti maneggiano denaro pubblico in un dichiarato interesse pubblico, ma non sono trasparenti.
C’è da chiedersi perché.
Le analogie non finiscono qui, alcune sono molto divertenti.
Virano: “Se non la facciamo, gli altri stati si attrezzeranno e l´Italia sarà tagliata fuori dagli scambi di persone e merci e dallo sviluppo”.
Ex Ministro inglese proponente HS2: non andare avanti con il collegamento equivale a “chiudere la Gran Bretagna al business”.
E poi cercando di far sembrare l’opposizione interna un fatto isolato, aggiunge: “nessun altro paese con la nostra economia o geografia ha preso questa ridicola attitudine anti-HS2”
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