PROCESSO PER LA COSTRUZIONE DELLA BAITA NO TAV A TORINO
E’ di oggi la notizia che il processo per la costruzione della baita no tav in val Clarea si farà a Torino. Ricordiamo a chi non avesse seguito nei dettaglia la vicenda che nel’inverno 2010 il movimento no tav decise di costruire un presidio in val Clarea, proprio dove oggi si minaccia l’apertura del cantiere per lo scavo della galleria tav. Fu una scelta determinante per il movimento che portò una intera popolazione a riappropriarsi di questo territorio, una piccola valle laterale alla val di Susa, semidistrutta dai cantieri per la costruzione dlla A32 autostrada che collega Torino alla Francia. Dopo questi cantieri infatti le sorgenti si prosciugarono a causa delle gallerie costruite nella montagna e le coltivazioni vennero abbandonate. La cura di quel luogo venne meno fino a quando appunto il movimento decise di costruire una piccola baita in pietra in stile alpino per bloccare un grande e devastante cantiere. Proprio a causa della partecipazione massiccia e del ritornare in qui luoghi su cui da tempo le truppe si tav e i politicanti avevano puntato le attenzioni, tramite la magistratura provarono a intimidire il movimento aprendo un provvedimento per costruzione abusiva sequestrando la baita a metà della costruzione. In molti rompemmo subito i sigilli della magistratura, venne anche Beppe Grillo a dare la sua solidarietà e i lavori proseguirono fino al completamento del presidio. Oggi dopo due anni si dovrebbe aprire il processo a oltre venti no tav che sono ritenuti responsabili di quel reato, costruzione abusiva e rottura di sigilli di sequestro. La sede naturale del procedimento dovrebbe essere il tribunale di Susa ma ancora una volta non sarà così. I pubblici ministeri e l’apparato si tav, in evidente stato di difficoltà hanno chiesto lo spostamento presso il tribunale di Torino. Troppo difficile oggi affrontare un dibattimento nel cuore della valle di Susa, dove tutti sanno chi ha ragione e chi ha torto, dove non è necessario un tribunale per sapere da che parte stanno i giusti e da quale stanno i criminali.
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