Processo Geovalsusa, secondo il pm i No Tav fanno spionaggio!
Stamattina si è svolta l’ennesima udienza del processo che vede coinvolti circa una ventina di No Tav per i fatti accaduti il 24 agosto 2012.
Dopo l’udienza del 28 novembre in cui il pm Pedrotta ha chiaramente intimidito i testi della difesa, tra cui il giornalista marchigiano Davide Falcioni, quest’oggi la maxi aula 3 del Tribunale di Torino ha visto riproporre gli stessi atteggiamenti nei confronti degli imputati che hanno deciso di sottoporsi all’esame delle parti.
Non contrastata dai giudici che ne hanno ben tollerato i modi, per diverse ore la pm ha impedito agli imputati di descrivere con tranquillità le dinamiche dell’iniziativa informativa presso la Geolvasusa.
Quasi come ci fosse una qualche verità nascosta, continua a rimanere incomprensibile ai giudici e alla Procura la dinamica con cui, ad un’assemblea del campeggio No Tav di quell’estate, si decise di continuare l’opera informativa sulla ditte coinvolte a vario titolo nei lavori del cantiere di Chiomonte. Poco è valso fornire copia del dossier “C’è lavoro e lavoro” e citare precedenti iniziative informative che il movimento aveva organizzato quell’estate (vedi presso l’Italcoge e la Martina Service).
Anche quest’oggi non poteva mancare il tocco “di classe” da parte della solerte procura che a fine udienza ha aggiunto un capo di imputazione alle persone che secondo loro avevano fatto ingresso negli studi della Geovalsusa, quello cioè di aver installato di nascosto un software che permetterebbe l’accesso remoto (quindi anche da casa) e che, sempre ipoteticamente, avrebbe reso possibile visionare la posta e il contenuto di un pc della Geostudio a posteriori dell’iniziativa. Lacunosa, superficiale e in certi momenti inesatta la testimonianza del perito informatico citato dalla Procura, ci sarà modo nella prossima udienza di dimostrarne la parzialità!
Se non fosse che a quest’accusa corrisponde un preciso reato, verrebbe quasi da ridere…da prepotenti facinorosi in pochi secondi gli imputati sono stati descritti come abili hacker formati allo spionaggio industriale!
Poco da aggiungere se non che ripercorrere la storia degli appalti privati, spartiti tra i soliti noti interni al Consorzio Valsusa, ha fatto ricordare a tutti i presenti quanto marcio c’è dietro la costruzione dell’Alta Velocità in Valle di Susa e dietro le grandi opere in genere.
Prossima udienza il 10 febbraio 2015, ore 9,15 aula 44, si sentiranno gli ultimi imputati e ci saranno le arringhe conclusive.
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