
Polveri sottili, Arpa smentisce Esposito e Ferrentino, la colpa non è dell’autostrada ma dei mezzi delle forze dell’ordine
da spintadalbass – Ricordate le dichiarazioni a inizio anno del senatore Esposito e del consigliere Ferrentino sulle polveri sottili alla Maddalena di Chiomonte? Avevamo pubblicato i dati del pm10 rilevati dal contaparticelleposto sul piazzale della Maddalena che indicavano diversi picchi in particolare nelle ore serali. La coppia di “esperti” si era affrettata ad individuare come causa di tali valori l’autostrada A32:
I sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria hanno registrato quanto è successo nell’autostrada sovrastante. Per capire cosa è successo basterebbe che NOTAV.info leggesse i giornali. Proprio il 2 gennaio si è avuta la giornata nera dell’autostrada Torino-Modane con un’impennata del traffico veicolare sull’A32 tra Francia e Italia per le festività natalizie e per i nuovi controlli antiterrorismo alla frontiera, con blocchi, code di ore ed intervento della protezione civile. Basterebbe un briciolo di onestà intelletuale dei cosiddetti “esperti” del movimento, per pensare che una tale situazione può aver inciso significativamente sull’aumento del PM10 nell’aria.
I tecnici di Arpa Piemonte, in seguito a una interrogazione di Francesca Frediani, smentiscono sonoramente i due “esperti” prestati alla politica, scrivono nella loro relazione: “considerando che valori orari dell’ordine dei 100-150 microgrammi/m3 si sono verificati anche nel periodo successivo a quello indicato nell’interrogazione, è probabile che il traffico autostradale non sia la sorgente principale”.
Il Servizio ispettivo di Arpa conferma che nei primi giorni dell’anno le attività di scavo non erano in corso (la talpa aveva qualche problema in quel periodo…), non dice però se erano in corso altre lavorazioni, per esempio nel sito di deposito. I tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale fanno però un’ipotesi che ci pare ragionevole e che è la medesima a cui avevamo pensato noi: “un contributo non trascurabile potrebbe essere dovuto alle emissioni dei mezzi delle forze dell’ordine che sorvegliano la zona e al risollevamento della polvere provocato dai mezzi stessi”.
Basta dare uno sguardo al cantiere per vedere i mezzi di polizia, carabinieri, finanza ed esercito scorrazzare continuamente per le piste, risollevando le polveri che inevitabilmente un cantiere del genere produce. E poi con il freddo delle lunghe notti invernali la tentazione di chiudersi nei mezzi con il motore acceso deve essere forte per le truppe di guardia a Chiomonte, e i mezzi di cui parliamo non sono certamente Euro 6…
Rimane l’anomalia di un cantiere in cui le forze dell’ordine sono il doppio degli operai, in cui i soldi spesi (buttati) per la sicurezza valgono qualche decina di milioni di euro, un cantiere il cui piano di gestione ambientale non prevedeva la variabile “mezzi delle forze dell’ordine”, che pare essere una variabile tutt’altro che trascurabile.
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