
PoliTELT e i folletti della Clarea

Mentre i canali ufficiali si lodano e autocelebrano, la realtà che emerge dietro i cancelli blindati del fortino di Chiomonte racconta tutta un’altra storia. Una storia fatta di ritardi cronici, tunnel impraticabili, fiumi d’acqua sotterranei e follie progettuali spacciate per opere di alta ingegneria.
A squarciare il velo di fumo della propaganda di TELT, SITAF e ASTM, in collaborazione con le istituzioni accademiche, ci pensano ancora una volta i folletti della Clarea, che hanno seguito da vicino la “gita d’istruzione” organizzata a metà maggio per oltre cento studenti e studentesse dei corsi di ingegneria civile ed edile del Politecnico di Torino. Due giorni tra lezioni in aula e passerelle nel cantiere della Torino-Lione e dello svincolo della A32, pensati appositamente per legittimare un’opera indifendibile.
Ma ai folletti, si sa, non sfugge nulla, e tra le righe dei discorsi aziendali e i sussurri dei tecnici in cantiere è emerso ciò che i vertici non ammetteranno mai nei loro patinati uffici stampa.
I promotori dell’opera continuano a vendere la favola del 2033 come l’anno dell’inaugurazione del grande tunnel transfrontaliero. Peccato che, non appena si spengono i microfoni dei telegiornali, siano gli stessi tecnici e le guide di TELT ad ammettere la verità davanti agli studenti: “Sappiamo già che non sarà pronto in tempo”. Un’ammissione di impotenza clamorosa, l’ennesima conferma che la Torino-Lione è in realtà un eterno cantiere immobile, utile solo a sprecare miliardi di fondi pubblici.
Ma le chicche ingegneristiche, si fa per dire, arrivano quando si guarda dentro la montagna. Attualmente il tunnel geognostico, da non confondere con la galleria Maddalena 1, vanta all’imbocco un diametro di circa 6 metri. Avanzando, non moltissimo in realtà, la sezione utile si restringe misteriosamente fino a ridursi a un buco di appena 2 metri di diametro.
Il motivo? Semplice e drammatico: là dentro fa troppo caldo.
Un calore talmente insostenibile che rende impossibile proseguire l’allargamento o semplicemente camminarci dentro.
A complicare i deliri di onnipotenza di TELT si aggiunge il grande rimosso di tutta questa opera: l’idrogeologia della Valsusa. Ai folletti dei Mulini non è sfuggita la frase che sintetizza il disastro ambientale in corso: “Abbiamo problemi con l’acqua”.
Nei fatti, all’interno dello scavo, ci si ritrova davanti a un canalino largo circa un metro dove scorre incessantemente un flusso d’acqua rubato alle falde della montagna. Un danno permanente che certifica come questo progetto sta lentamente prosciugando il cuore delle nostre montagne.
Magari, così come a Traduerivi, TELT potrebbe affidarsi nuovamente a SMAT, giusto per non lasciar fuori nessuno.
Quando poi si prova a fare domande concrete sulle tempistiche e sull’arrivo della fresatrice (la famigerata TBM), la precisione scientifica dei manager TELT si trasforma in una farsa degna di un palcoscenico:
– “E la talpa quando arriva?”
– “L’anno prossimo!”
– “Sì, ma in che periodo dell’anno?”
– “L’anno prossimo”.
Un siparietto grottesco che la dice lunga sullo stato reale di avanzamento dei lavori e sulla totale assenza di certezze.
I folletti hanno monitorato passo passo anche il tour presso lo svincolo autostradale di Chiomonte della A32 (gestita dal Gruppo ASTM, partner d’affari del Politecnico in questa operazione). Qui lo svincolo è “quasi pronto”, ma la realtà costruttiva farebbe accapponare la pelle a chiunque cerchi la sicurezza: la parte cementificata dell’autostrada non è minimamente fissata nel terreno. Di fatto, l’intera struttura stradale è semplicemente appoggiata sopra i piloni.
Un capolavoro di provvisorietà spacciato per eccellenza ingegneristica.
Infine, per legittimare tutto questo scempio, i manager d’azienda si trincerano costantemente dietro due parole d’ordine, ripetute come un mantra ipnotico: “Innovazione“ e “Progresso“. Due termini flessibili, svuotati di ogni significato reale, utilizzati sistematicamente per giustificare qualsiasi assurdità tecnica, coprire i fallimenti progettuali e, soprattutto, smontare in partenza qualsiasi tesi contraria o critica mossa dai territori e dalla Valsusa che resiste.
Dietro tutto questo teatrino si nasconde il solito, gigantesco conflitto di interessi che muove il sistema delle Grandi Opere. A fare gli onori di casa in cantiere, insieme a TELT, c’erano i rappresentanti di Itinera, colosso delle costruzioni e braccio operativo del Gruppo ASTM.
E all’istante cadono le maschere: TELT affida un appalto da oltre un miliardo di euro per il tunnel italiano al consorzio guidato da Itinera; nel frattempo, la stessa Itinera si mette al lavoro per costruire lo svincolo autostradale sulla A32, gestita da SITAF (anch’essa controllata dal Gruppo ASTM). Un circuito chiuso, tutto interno alla holding della famiglia Gavio, che intasca i soldi pubblici mentre il Politecnico si presta a fare da ufficio di collocamento e agenzia di marketing per legittimare un’opera devastante e già obsoleta.
Ma la montagna non mente, l’acqua continua a scorrere, il caldo blocca i cantieri e, per quanto provino a blindare la verità, le notizie escono.
Grazie ai folletti della Clarea, il re è ancora una volta nudo.
Leggi anche

A 1.800 metri sottoterra, l’incendio smentisce la favola della sicurezza TELT
Lunedì 7 settembre, intorno alle 14, un incendio è divampato in una galleria di accesso al tunnel di base della Torino-Lione, a Saint-Martin-de-la-Porte, in Maurienne. Dentro la galleria, a circa 1.800 metri sottoterra, c’erano 79 lavoratori. Il fuoco è stato domato intorno alle 16 e l’evacuazione dei lavoratori si è conclusa alle 17.30. Una persona è […]

PUNTO INFORMATIVO 15/09 ore 16 Arco di Augusto, Susa
Martedì 15 settembre 2026, alle ore 17.00, presso il Castello di Adelaide, si terrà un incontro pubblico dedicato alla presentazione da parte dei tecnici di TELT del progetto esecutivo relativo agli interventi che interesseranno la mobilità sul territorio di Susa. L’incontro sarà pubblico ma a numero chiuso a discrezione dell’amministrazione. Invitiamo la popolazione a venire […]

RitardaTAV: quando i treni non sono mai in orario, dal 2033 si passa al 2035
Il tempo passa ma le vecchie abitudini restano. Se c’è un punto fermo nella costruzione della Torino-Lione è sicuramente che non si può mai dire — nemmeno per scherzo — che i cantieri siano un esempio di puntualità ed efficienza. La grande piaga che ci portiamo appresso da trent’anni continua infatti con i suoi ritardi […]

Conferenza stampa del Movimento No Tav “C’eravamo, ci siamo e ci saremo.” Blocchi e identificazioni ma il Movimento rilancia e ribadisce “la lotta rende giovani”.
Si è conclusa poco fa la conferenza stampa convocata dal Movimento No Tav in seguito ai posti di blocco istituiti questa mattina a conclusione del Festival Alta Felicità: un’intera porzione di Valsusa è stata perimetrata. A controllare ogni via d’accesso a Venaus, forze dell’ordine e Digos di Torino che non permettevano alle persone di defluire […]

La “giusta misura” della propaganda di la Repubblica per Telt
Confessiamo una certa invidia. Non capita tutti i giorni di vedere un reportage trasformarsi, senza quasi che il lettore se ne accorga, in un opuscolo promozionale. Nell’articolo che Repubblica dedica al cantiere della Torino-Lione a firma Beniamino Pagliaro non manca nulla: gli eroi, la montagna da conquistare, il futuro radioso, i cattivi e perfino la […]
