
Per “Archiviato” non c’è spazio alla Biennale della “Democrazia”
Alle porte di Torino c’è una gigantesca questione democratica: da 25 anni la politica istituzionale rifiuta di dare ascolto alle proteste degli abitanti della Val di Susa contro il progetto di costruire un treno ad alta velocità tra Torino e Lione.
Alle porte di Torino c’è un importante laboratorio di democrazia partecipata e dal basso: un movimento contro il Tav composto da migliaia di persone, che lotta per difendere le proprie montagne e la propria salute, che combatte contro lo sperpero di risorse pubbliche e la militarizzazione del proprio territorio.
Contro il movimento No Tav è stata avviata in questi ultimi anni una repressione durissima: più di 1000 imputati, decine di processi, centinaia di condanne per reati commessi nel corso della lunga resistenza popolare.
Per contro, le centinaia di denunce presentate da attivisti e simpatizzanti del Movimento sono state regolarmente archiviate e non sono mai giunte ad un vaglio pubblico e dibattimentale.
Tale realtà vien raccontata nel documentario ARCHIVIATO. L’obbligatorietà dell’azione penale in Valsusa, che, con la voce narrante dell’attore Elio Germano e attraverso documenti inediti, affronta il delicato problema della tutela giudiziaria delle persone offese da reati commessi dalle forze dell’ordine in un’area di acuto conflitto sociale quale è oggi la Val di Susa.
L’Associazione A Buon Diritto, da anni impegnata nella tutela dei diritti individuali e collettivi, aveva chiesto agli organizzatori di Biennale Democrazia di poter proiettare nel corso di questa edizione il video.
Tale richiesta non è stata accolta e, allora, abbiamo deciso di procedere da soli, perché pensiamo che sia necessario che i torinesi conoscano quel che capita nel Tribunale della loro città.
Per questi motivi vi invitiamo alla proiezione del documentario ARCHIVIATO. L’obbligatorietà dell’azione penale in Valsusa che si terrà sabato 1 aprile 2017, alle ore 18,00, presso il Maneggio della Cavallerizza Irreale in Torino, via Verdi n. 9.

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