
Passeggiata da Rivoli a Rivalta sui luoghi del cantiere della tratta nazionale Avigliana- Orbassano
Domenica scorsa 19 aprile molte persone hanno partecipato alla passeggiata informativa sulle aree dei futuri cantieri Tav tra Rivoli e Rivalta. Diverse sono state le tappe di sosta per meglio comprendere il tracciato della linea, tra campi, prati, case, anche storiche, che verranno compromesse o demolite definitivamente.
Come si dice “in situazione” si è potuto immaginare la devastazione programmata. “Da qui partirebbe lo scavo del tunnel TAV sotto la collina morenica”. Così recita il cartello, di fianco al rio Garosso, per indicare il punto di partenza dello scavo sotto la collina morenica, a monte, e quello della galleria artificiale a valle. Interi campi agricoli e prati che verranno devastati e compromessi definitivamente “Da qui alla strada provinciale Area di stoccaggio detriti cantiere TAV 60.000 mq”, “Prevista Area di cantiere TAV di 97.500 mq”, sono gli altri cartelli che danno l’idea della vastità della devastazione.
Sullo sfondo l’ospedale di Rivoli e non ci si può non chiedere con quali ripercussioni sulla viabilità e sull’impatto sulla salute potrebbero esserci se quest’opera venisse approvata e se aprissero i cantieri? Almeno una decina d’anni di lavori h24, 7 giorni su 7. Si prevedono (da progetto RFI) circa 400 camion al giorno (uno ogni 3 minuti o poco più) per spostare materiali e detriti proveniente dal lavoro delle Talpe, con una grave compromissione della viabilità. Tonnellate di materiali che dovranno decantare per circa un mese nelle aree predisposte con tutte le variabili di volatilà nell’aria per il vento, ad esempio, presente spesso nelle nostre zone.
Per non parlare dell’acqua necessaria a far funzionare i cantieri (moltissima) a fronte delle incognite sulle ripercussioni che gli scavi dentro la collina avranno sulle falde acquifere presenti, che attualmente garantiscono l’approvvigionamento idrico di diversi pozzi. SMAT ha già dichiarato che dovrà smantellare 7 pozzi idrici per ricollocarli in aree fuori dal tracciato (operazione che durerà alcuni anni e costerà circa 52 milioni di euro, aggiuntivi).
Insomma, una devastazione necessaria? La linea attuale (storica ed esistente) può triplicare i passaggi dei treni attuali e la differenza in termini di tempi di percorrenza sarà di 73 (ridicoli) secondi tra linea attuale e nuova tratta. Come al solito la motivazione sulla necessità di questa grande opera imposta si trova ufficialmente in fantasiosi aumenti di traffici di merci e passeggeri da far girar la testa. In realtà il motivo è il profitto, come sempre, a danno dei territori e delle popolazioni.
La passeggiata si è conclusa con un’improvvisata “assemblea” in cui i partecipanti hanno posto molte domande ed espresso molte preoccupazioni, chiedendo di continuare ad essere informati “perché qui noi ci viviamo e vogliamo immaginare di avere un futuro”, proponendo azioni di pressione e di lotta con il coinvolgimento diretto dei cittadini.
“La preoccupazione” sembra essere l’unico sentimento dei sindaci di Rivoli e Rivalta con un atteggiamento ormai fatalista e rassegnato, probabilmente il solo che sentono di esprimere in un partito spaccato tra i favorevoli e i contrari all’opera. Noi come comitati No Tav di rivoli e Rivalta stiamo facendo una cosa molto semplice (e scontata in una democrazia vera): informare la cittadinanza di cosa sta capitando, di quali sono i progetti che intendono imporci. Continueremo su questa strada perché se la cittadinanza è informata l’atteggiamento dei sindaci che “non prendono posizione” si rivelerà per quella che è: un atteggiamento al servizio delle lobby affaristiche e di potere contro i diritti delle popolazioni a vivere e a decidere il loro destino.
I prossimi appuntamenti sono: giovedì 23 aprile Salone Parrocchiale di Villarbasse organizzato da “Villarbasse in Cammino” e lunedì 27 aprile al Centro d’Incontro “Neirotti Piol” in via Piave a Rivoli per il secondo incontro promosso dall’Amministrazione comunale.
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