Paola Bragantini, ultras della Tav al raid contro i Rom
C’era pure Paola Bragantini, segretaria del Partito democratico ed alfiere della costruzione dell’alta velocità, l’altro giorno al corteo di zona Vallette che poi si è diretto al campo Rom per darlo alle fiamme. Aveva risposto con la sua presenza all’appello di mobilitazione nato in poche ore, sulla spinta di un sentimento di rabbia alimentato dai giornali nostrani su una vicenda creata dalle falsità di una confusa sedicenne . Sulla sua bacheca di facebook era stato postato nelle ore precedenti il volantino che convocava la manifestazione, il quale conteneva il racconto presunto dei fatti e poi un “ORA BASTA, ripuliamo la CONTINASSA!!!”
Che la Bragantini non abbia partecipato alle azioni di devastazione ovviamente non lo mettiamo in dubbio, ma è interessante commentare le dichiarazioni che ha lasciato poche ora fa all’adnkronos, dichiarazioni con le quali cerca di giustificare la sua presenza ad una manifestazione esplicitamente razzista e strumentale: “E’ mio dovere essere presente, accanto alle Forze dell’Ordine, alla Giunta, ai Consiglieri, quando in quartiere succede qualcosa del genere”. “Eravamo li’ – spiega – con Carabinieri, Polizia, Vigili, e con loro abbiamo seguito il corteo dall’inizio alla fine”. Tutti “Sgomenti per la piega che prendeva – prosegue – increduli per il montare della rabbia”. Pero’ sottolinea Bragantini “a questa gente, senza piu’ valori, chi parla? Alle famiglie esasperate, chi lancia un richiamo ai valori? Chi e’ venuto, a provare a tirar via le persone, a dire in faccia a piu’ d’uno “vergognati per quello che stai dicendo”, come abbiamo fatto noi, a nostro rischio?”. Secondo l’esponente del Pd “nella bufera dovrebbe essere chi nelle nostre periferie non ci viene o non ci e’ mai venuto – conclude – chi non sa, e crede di sapere tutto”.
A questo punto ci viene spontaneo chiederci se forse la sua presenza a quella manifestazione non fosse dovuta al fatto che, sull’onda del grande clamore della falsa notizia ( pompata a più non posso dai giornali cittadini), le interessasse farsi un po’ di pubblicità, raccogliere quell’”esasperazione” di cui parla nella sue dichiarazioni, mostrarsi dalla parte dei cittadini a prescindere dai contenuti della convocazione che era stata fatta. Ora ovviamente dichiara che era li per dovere, ma non sarebbe forse “dovere” per chi come lei rappresenta i cittadini, sempre e solo sulla carta, dare tutti i giorni risposte laddove il disagio e la difficoltà di vita sono problemi costanti e reali? O forse è più comodo scendere in piazza il giorno in cui si sa che ci saranno tanti giornalisti e va di sfiga se proprio quella volta il corteo si conclude con un campo Rom incendiato? C’era comunque chi l’aveva detto, mettendo addirittura i volantini nelle buche ed è successo.
E’ proprio la Bragantini, zerbino di Esposito, che parla di coerenza quando lei stessa attacca gli amministratori valsusini contrari alla Tav ma tesserati PD che, insieme ai soliti noti del suo partito, vorrebbe epurare, o quando chiede al prefetto di vietare la manifestazioni No Tav o quando minaccia quelli di Sel o chiunque osi solo a mettere in dubbio la legittimità e utilità del treno ad alta velocità supermiliardario. Forse la Bragantini pone a se stessa le domande sbagliate, ma troviamo sconcertante che nonostante l’assurdità dei tempi che stiamo vivendo, una come lei creda di aver trovato le risposte a tutto: alla rabbia sociale che il quartiere Vallette esprime, a questa crisi e alle strategie da portare avanti per risolvere i problemi del paese, tra queste ovviamente lei sostiene quella dell’alta velocità. Consigliamo al segratario del PD, nonché presidente della circoscrizione 5, di parlare un po’ di meno, starsene un po’ di più a casa e quindi riflettere a lungo. Alla fine dei conti il suo contributo non è necessario, anzi pare proprio dannoso.
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