
‘esempio: la sicurezza (reale) delle scuole viene dopo il Tav!
Scuole Belle, Scuole sicure, Scuole nuove sono gli hastag con cui da inizio mandato, il premier Matteo Renzi comunica i suoi investimenti su quello che, a suo dire, ritiene fondamentale, ovvero la scuola. Ieri è crollato il tetto dell’ennesimo istituto elementare in Puglia, ad Ostuni, e due bambini e una maestra sono rimasti feriti.
Non è facile descrivere la rabbia che si prova vedendo quelle immagini ed essendo genitori. Non è facile perchè è veramente troppo al cospetto della battaglia che portiamo avanti in Valle di Susa, dove per un’ opera inutile vengono schierate tutte le forze di polizia (e persino militari) del Paese e il conto dello spreco di soldi pubblici non è possibile nemmeno stimarlo con certezza.
E’ rabbia perchè sarebbe ora di dire basta a tutto questo. Ci spiegano che la coperta è corta, è ormai palese di come il sistema delle grandi opere (inutili e dannose) sia un affare per politici e imprenditori, che in questo caso hanno trovato veramente il loro tesoretto.
Non è solo la corruzione a dover essere messa nel mirino, è tutto il conciliabolo politico che decide di investire nella Torino Lione piuttosto che nella sicurezza, reale, delle nostre scuole e dei nostri edifici pubblici.
Non ci stancheremo mai dirlo: è una questione di scelte politiche dalle quali ne derivano di economiche. E’ più importante una nuova ferrovia inutile senza certezze sul futuro e dove la sua utilità ormai è stata seppellita da tempo, piuttosto che la vita e il futuro dei nostri figli.
Un esempio? Per il progetto/propaganda sull’edilizia scolastica in Puglia (#ScuoleBelle, #Scuolesicure, #Scuolenuove) il Governo ha investito € 107.184.677,77 . Ebbene quella cifra non corrisponde nemmeno ad 1 km di tav ( 1 km di tav = 158.712.000€)
E allora di cosa stiamo parlando? Non vogliamo vedere lacrime di coccodrillo, non vogliamo essere genitori che quando accompagnano i figli a scuola sperano che non succeda niente. I soldi ci sono, poche balle, solo che le priorità politiche per il Paese le decide chi ingrassa potenti e amici di turno, e bisogna dirlo chiaro: in questo modo è responsabile di ogni fatto che avviene.
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