
Operazione di polizia con fogli di via ed avvisi orali per i No Tav
E’ in corso da stamattina una tiepida operazione della Questura di Torino a danno di diversi attivisti del Movimento No Tav.
La chiameremo l’operazione “ogni maledetta domenica” poichè si può dire che mai operazione fu più annunciata (nella ultime settimane l’ufficio stampa della questura ha mandato un numero illimitato di veline a tutti i giornali dicendo che le reti non si possono tagliere e che prima 70, poi 50, poi altre 60 persone e così via erano state denunciate) ed è diretta conseguenza di ciò che scrivevamo giusto qualche giorno fa Ogni maledetta domenica-any given sunday
Sintetizzando, poiché le notifiche sono ancora in corso, si tratta di decine di provvedimenti di varia natura, dai fogli di via (Giaglione o Giaglione e Chiomonte o solo Chiomonte), denunce, avvisi orali e chi più ne ha più ne metta. Colpiti attivisti No Tav abitanti in Valle o a Torino (abbiamo anche un caso noto in Toscana), una forbice ampia di età che va dai 22 anni ai 72 anni e che di fatto cerca di individuare tutti quelli che nelle ultime settimane più di frequente si sono recati alle reti o hanno partecipato alle iniziative organizzate dal movimento No Tav.
Con la notizia rimbalzata oggi anche sui telegiornali di come Telt abbia annunciato che ritarderà l’allargamento del cantiere ed altre azioni tipo il bando per il tunnel definitivo in attesa delle direttive di governo, il questore Messina appare sempre più guardiano di una fortezza vuota.
Il cantiere è fermo, non vola mosca che non siano militari e forze dell’ordine li schierati ad annoiarsi, ma nonostante questo il Prefetto emette le ordinanze che impediscono l’avvicinamento alla zona strategico nazionale per chilometri, e il Questore tira su dispositivi per garantire l’ordine pubblico che oltre a costare un sacco di soldi sistematicamente i No Tav aggirano e/o danneggiano (vedi jersey, filo spinato nei boschi, filo spinato sopra i cancelli, telecamere nascoste e chi più ne ha più ne metta).
Mentre ci si inventerà qualche idea in stile No Tav per rispedire al mittente questa ennesima schifezza, qualcuno informi il questore Messina, tra un’intervista e l’altra che concede cercando la notorietà, che i tempi cambiano e che quel cantiere grazie al Movimento No Tav è destinato a chiudere. E’ rimasto solo lui, insieme ai suoi sottoposti della Digos ad averne cura. Che brutta fine!
Solidarietà invece a tutti i No Tav, non ci fermeranno mai!
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