Offensiva giudiziaria e strategie di controllo contro la libertà di manifestare (PROGRAMMA)
Pubblichiamo la locandina e l’appello di un interessante convegno che si svolgerà sabato 11 giugno presso il Caffè Basaglia di Torino. Interverranno Livio Pepino, Le Mamme per il libero dissenso, Claudio Novaro, Valentina Colletta, Federico Milano,Guido Fissore e molti altri ospiti.
Ci sono eventi che si ripetono da molti mesi oramai e che necessitano di un attento approfondimento poiché la loro gravità li pone in cima alle priorità di chi ha a cuore la libertà di manifestare, propria ed altrui.
Da tempo ormai, con l’acuirsi della crisi economica, la politica istituzionale non è più in grado di dare risposte soddisfacenti ai bisogni sociali e, come recita da tempo la storia del Paese, è la magistratura a prendere posto nel campo del conflitto sociale, facendo le veci del potere, del quale comunque è emanazione.
Nella nostra città da tempo si è instaurato un meccanismo malsano in tal senso, che partendo dalla Valle di Susa, per arrivare nella metropoli, vede una consolidata offensiva giudiziaria come mezzo per affrontare questioni politiche e sociali, erodendo le libertà personali di chi si oppone.
Con la compiacenza della politica, la Magistratura ha assunto una funzione di controllo nella gestione dell’ordine pubblico; se da un lato, infatti, la Questura sperimenta intelligenze e perseguita i singoli attivisti in contesti pubblici e privati, dall’altro la Magistratura, con pubblici ministeri complici e “arruolati alla causa”, dispendia provvedimenti cautelari che il Tribunale di Torino non esita ad avvallare.
Stiamo parlando di momenti di contestazione trattati come fatti di gravità eccezionale: semplici episodi di resistenza alla militarizzazione della Val di Susa, di picchetti antisfratto per aiutare famiglie in difficoltà e di normale contestazione di massa a gruppi fascisti e xenofobi all’interno dell’università.
Una persecuzione nei confronti dei militanti del conflitto sociale senza precedenti, che vede applicare nelle aule del tribunale di Torino aggravanti di ogni genere, le quali trasformano ogni atto di lotta in reati ideologi da perseguire con misure restrittive a dir poco fantasiose.
Mesi e mesi di restrizione della libertà personale senza un processo, scanditi da messe in scena ben organizzate da giudici di sorveglianza e pubblici ministeri che rifiutano ogni minima richiesta di libertà, invadendo e modificando la vita personale di chi è impegnato quotidianamente nella difesa dei diritti.
Grazie a questa prassi sono decine, oggi, gli studenti e i lavoratori di Torino e della Val di Susa da mesi sottoposti a misure cautelari, in attesa di giudizio ma preventivamente chiusi in casa senza la possibilità di comunicare con l’esterno o lavorare, allontanati dalla propria città oltre che dalla propria casa ed affetti.
I reati vengono gonfiati ad arte e non serve rispolverare la fantasiosa accusa di terrorismo ai No Tav, cassata da diversi tribunali, per dimostrare ciò: solo pochi mesi fa, infatti, la procura aveva chiesto l’arresto per diversi attivisti della valle per un diverbio con alcuni carabinieri. Un reato, sulla carta, paragonabile ad un diverbio stradale, ma che a seguito della decisione del GIP torinese, ha comportato l’applicazione di arresti domiciliari e l’obbligo di presentazione quotidiana ad otto No Tav.
Se possiamo utilizzare questo esempio come cartina tornasole di una preoccupante deriva istituzionale, vale altresì sottolineare come l’intento persecutorio e intimidatorio in corso nella provincia torinese sia oramai garantito da “corsie preferenziali” all’interno del tribunale e da pool di pubblici ministeri che si dedicano solo alle iniziative dei movimenti. La Questura, altresì, con modalità ed eccessi viola costantemente dei diritti costituzionali garantiti.
E’ un segnale preoccupante, poiché le libertà fondamentali si stanno perdendo poco a poco, nel silenzio e collaborazione delle istituzioni, nell’ignoranza o distrazione dei media.
Per questo abbiamo organizzato per l’11 giugno un incontro di denuncia pubblica di quanto sta accadendo ormai da troppo tempo, dove chi lotta non è colpito per quello che fa materialmente, ma per il frutto di una scelta di politica giudiziaria ben precisa.
Intendiamo ribadire ancora una volta il diritto collettivo alla resistenza, all’interno di percorsi di lotta, che ci porta ogni volta a contrapporci, talvolta anche fisicamente, alle ingiustizie quotidiane.
Vogliamo discuterne per rompere il silenzio che vige su questi tempi, per spazzare via quella cappa creata ad arte che, nel disinteresse di molti, erode la libertà di tutti.
Programma Convegno:
Ore 10 – Introduzione
1) LIBERTA’ DI DISSENSO, LIBERTA’ DI MANIFESTARE con LIVIO PEPINO.
Interverranno anche le Mamme per il libero dissenso
2) LABORATORIO TORINO con L’avvocato CLAUDIO NOVARO
Ore 13 pausa pranzo – Buffet
3) ANOMALIA NO TAV
-le misure cautelari e l’esercizio dell azione penale con l’avvocato VALENTINA COLLETTA
– militarizzazione del territorio e i limiti alla libertà di circolazione con l’ avvocato FEDERICO MILANO
Comitato a sostegno degli imputati
Leggi anche

Sito di Orbassano: passa anche dal FAI il greenwashing del TAV
Lo scorso lunedì 12 ottobre un gruppo di Ambassador della Federazione Autotrasportatori Italiani ha visitato il terminal ferroviario di SITO Logistica a Orbassano. La visita è stata raccontata dall’associazione stessa come “un’occasione di approfondimento e conoscenza diretta di una delle realtà strategiche per la logistica e il trasporto merci del Nord-Ovest”. Il terminal è interessato […]

Fermare i cantieri per fermare i costi
Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste. Una cifra enorme, […]

TAV, l’Impero fallisce ancora
“Non vi fermate, dovete costruire la vostra torre, la Torre di Babele, sempre più grande, sempre più alta e bella …Siete o non siete i padroni della terra?” Cantava così Edoardo Bennato con un pizzico di sfottò, nella sua profetica “La torre di Babele”, nell’omonimo album del 1976. Con una pungente ironia della Storia, esattamente […]

Il Movimento No Tav sta con lə studentə in lotta!
Come Movimento No Tav stiamo assistendo con attenzione e preoccupazione a ciò che sta succedendo in questi giorni nelle scuole di Torino e non solo. Nelle ultime settimane almeno 20 scuole superiori torinesi e della provincia sono state occupate. Tra le rivendicazioni vediamo la contestazione alla riforma Valditara e all’aumento della spesa bellica a discapito […]

Terzo Valico, il fallimento delle grandi opere: altri miliardi richiesti, operai in cassa integrazione
Altri miliardi di soldi pubblici per mandare avanti il Terzo Valico, mentre 300 lavoratori finiscono in cassa integrazione. È la fotografia di un modello di sviluppo che conosciamo bene: le risorse per le grandi opere si trovano sempre, i costi lievitano, i problemi vengono scaricati sui territori e a pagare sono anche le lavoratrici e […]
