#NoTav, Grazia e il #Pinkwashing
Grazia è una rivista che parla di donne. Parlare di donne è un buon traino per diffondere idee di qualunque tipo. Donna serve a vendere un detersivo, il tonno in scatola, una visione un po’ demonizzante dei #NoTav.
L’articolo che ne parla titola qualcosa sulla Trincea. Mi chiedo se parli di quella “trincea” dei militari e delle polizie inviate negli anni in Val Susa (aumenteranno grazie al decreto femminicidio) a presidiare il territorio e a recintare, metro dopo metro, pezzi di valle, bosco, montagna, sottraendoli alla gente che lì abita. La militarizzazione del territorio è aumentata con l’idea, crescente, che vi fosse un grande pericolo da cui difendersi. Tipo vecchine che andavano lì con la cesoia per attraversare un pezzo di strada chiusa, donne che oltrepassavano barricate per andare oltre i confini imposti, e poi sindaci, amministratori locali, tantissime persone, che per ogni manifestazione contro, osavano sfidare quei recinti e a volto scoperto (spudorati), con le gonnine e le scarpette della domenica, con le tenute da vecchi montanari e da contadini stanchi, assieme ai figli e alle figlie di quella terra, facevano passeggiate che ogni tanto erano interrotte da lanci di lacrimogeni, barriere umane a cui l’aria aperta decisamente non faceva tanto bene.
Il pezzo racconta di trincea, paura, terrorismo. C’è pure un bel commento di Vespa solidale con un giornalista della Stampa il quale ha già detto che la minaccia che gli è arrivata non era dei NoTav.
Si fa una grande confusione, secondo me, e le donne che vanno dal parrucchiere invece che scoprire che da decenni la gente in Val Susa disobbedisce, pratica resistenza non violenta, sta lì in presidio, campeggio, manifesta, parla con specialisti, gente competente di cose della terra e di economia, di trasporti e scopre che quel tratto di Tav non serve a nulla e costituisce un gran dispendio di risorse procurando un danno al loro territorio, insomma le lettrici di Grazia leggeranno invece che lassù in montagna, dove un tempo c’era la resistenza partigiana, pare ci siano cattivissime persone che metterebbero in pericolo chiunque.
Specificando che chi fa male fisico alle persone e compie azioni terroristiche (Nè Con le Br Né con lo Stato) non gode di alcun appoggio politico e sembra l’utile idiota che procura un pretesto di criminalizzazione e repressione del movimento, direi che la persona inviata da Grazia che è andata in Val Susa ha omesso di parlare con tantissime persone. Perché in Val Susa siamo stati in tanti. E c’era la guerra. Si. La guerra contro un territorio e la sua gente.
Ps: la foto che presenta i simboli incriminati è un vero capolavoro. Come criminalizzare anarchici e centri sociali insieme…
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