
NoMuos: tra sospensione dei lavori e taglio delle reti
da Infoaut.org – Ieri un’altra notte (tra il 16 e il 17 Febbraio) di azioni NoMuos alla base militare US navydi Niscemi. Un nutrito gruppo di attivisti che si oppongono al completamento dei lavori ha infatti deciso di esprimere il dissenso alla costruzione delle antenne MUOS e la determinazione contro le 41 già operanti tagliando e abbattendo svariati metri della rete che circonda la zona militare.
Un’evidenza salta all’occhio, la revoca delle autorizzazioni esercitata dall’amministrazione regionale (arrivata ufficialmente ieri dopo giorni le grottesche mediazioni con l’ambasciata statunitense) non è servita a calmare le diverse anime e sfaccettature del movimento, da chi taglia le reti al comitato di mamme niscemesi che non accennano a far un passo indietro. Se da quest’occasione si riuscirà a trarne beneficio per riprendere forze ed energie, non vi è comunque spazio per fiducie indiscriminate nell’opera delle istituzioni.
Del resto se i blocchi quotidiani dei mezzi in moto verso la base non fossero continuati regolarmente, e ci si fosse invece affidati semplicemente alle disposizioni dell’ARS, i lavori sarebbero continuati in barba a Crocetta e alla sua operazione elettorale. Se ne sono accorte proprio negli ultimi due giorni le mamme, che senza aspettare i giochi di palazzo hanno continuato i blocchi insieme ai militanti del presidio: nelle ultime tre settimane non è passato proprio nessuno, nemmeno i militari statunitensi che fino a ieri non hanno potuto effettuare il cambio turno alla base. Basta parlare con una delle mamme per capire che questa battaglia non finirà facilmente insieme alle elezioni politiche: “…forse credono che prima o poi ci stancheremo…non hanno capito, noi non ci stancheremo mai, sicuramente non prima di loro…e sappiamo che dopo le elezioni verrà il bello”. Cosa aggiungere a questa perfetta sintesi di consapevolezza e determinazione!
Questo ultimo periodo di mobilitazione ha certamente modificato i rapporti di forza prima assolutamente indiscutibili: dalla costituzione del presidio permanente ad oggi i passi in avanti del movimento sono stati lunghi e numerosi tanto da tirare in ballo diverse forze partitiche e istituzionali in cerca di vetrine elettorali e da far scomodare ambasciate americane e questurini in difficoltà. Quello che sembra chiaro, e il taglio delle reti di ieri ne è una riprova, è che alla consapevolezza dei passi in avanti sono complementari la voglia di farne ulteriori e la coscienza che soltanto le pratiche di radicamento sul territorio e di lotta concreta potranno portare a risultati effettivi.
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