No Tav, se questi non sono titoli inventati
Il titolo inventato, o forzato, è la cifra del giornalismo dell’epoca. Colpa del web? Colpa di twitter? No, colpa di un’informazione che da anni si è ben indivanata nell’arena mediatica. Fatta di frasi a effetto e zero approfondimento, di titoli inventati e montagne di reazioni. Di interviste inventate ed eroi della legalità e dei diritti civili per sentito dire. Tutta roba lontana mille miglia dalla realtà che viviamo, ma che si muove incessante e inesorabile per la costruzione di una realtà di comodo. E nessuno si senta assolto: in questa guerra della falsità costruttiva ci sono implicazioni su ogni versante politico-culturale.L’ultima cavolata stamattina. Leggo un titolo (ma tanto sono tutti uguali) e mi interrogo: “Rivendicazione No Tav: «Chi lavora al cantiere è condannato»”. Intanto le parole: rivendicazione. Come se il commento fosse di un gruppo armato che rivendica un assassinio, e l’accostamento con No Tav è più che suggestivo. Loro divelgono le reti, tirano i sassi, si arrampicano sui tralicci, reagiscono al lancio dei lacrimogeni. E la frase dopo è la chicca: chi lavora al cantiere è condannato.
Ho chiesto ad alcuni amici di commentare questo titolo e tutti mi hanno dato la stessa risposta. Si tratta della rivendicazione di una frangia armata che minaccia di morte quelli che lavorano nel quartiere. Anche a voi sembra questo il senso?
Allora, non contento sono andato a cercarmi la fonte della notizia. E non si tratta di una dichiarazione dei No Tav ma di una libera scrittura sul sito Maverick dal titolo: C’è lavoratore e lavoratore: per esempio ci sono i crumiri. E la parte incriminata del lungo e noiosissimo testo dice: “Parliamo chiaro: i pochi “operai” del cantiere di Chiomonte si fanno strumento della loro stessa controparte, tradiscono la propria comunità e la loro terra, piagnucolano ogni volta che incappano in qualche “incidente”, si fanno difendere dalla polizia e si macchiano di comportamenti abbietti e antisolidali (ricordate quelli che continuavano a lavorare mentre Luca Abbà era a terra o quelli di loro che tirano pietre ai dimostranti o li fotografano ad uso della Questura?). Ebbene essi sono la dimostrazione di quanto facilmente un uomo si possa vendere per trenta denari maledetti e subito a chi è responsabile primo della sua condizione di affamato. Come se poi fossero gli unici ad avere fame e a patire la crisi economica. La loro scelta egoista individuale li mette fuori dalla loro comunità e li condanna meritatamente a una difficile convivenza sul territorio. Quel loro essere “operai” non pulisce le coscienze. Rimangono solo CRUMIRI”.
Non ci sono minacce di morte né si tratta di una rivendicazione. La frase completa è: “La loro scelta egoista individuale li mette fuori dalla loro comunità e li condanna meritatamente a una difficile convivenza sul territorio”. Si può essere d’accordo o meno, ma certo è che questo è giornalismo ridicolo. Non si può estrapolare la parola condannati, lasciando in sospeso a che cosa (a morte? A vivere con Berlusconi al Governo? A mangiare in bianco?) e poi suggestivamente spararci la rivendicazione accanto. Non è serio.
Ma la serietà sta sparendo dal Dna del mestiere. Sparendo e non sparando. Anche se certe sparate giornalistiche restano appese nel senso comune più delle rettifiche serie. Pensate al titolo inventato da un grande giornale (anche in questo caso.) sull’anarchia del web messa in bocca alla Boldrini. Con fiumi di dichiarazioni e isterismi delle twitstar. Qualcuno ha chiaro che era un’invenzione? O la maggioranza resterà appesa all’effetto del titolo falso? E in questo caso? La notizia è un’altra, ma il titolo agirà sul senso comune al di là di ogni plausibile spiegazione.
Ps. Alfano: Lo Stato c’è e non si fa fermare da alcuni delinquenti… Parla di Brescia e dell’assalto al Tribunale di Milano, spero…
Leggi anche

08/08 Corteo No Ponte: chiudere la Strettodimessina SPA (VIDEO)
Ieri, 8 agosto, una delegazione di No tav ha partecipato al corteo No Ponte che si è svolto all’interno di tre giorni di mobilitazione e campeggio a Messina dal 7 al 9 agosto. Come Movimento, da sempre, siamo vicini alla lotta conttro il ponte sullo stretto di Messina, per le stesse identiche ragioni per cui […]

PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ AL CARCERE DELLE VALLETTE: MERCOLEDÌ 5 AGOSTO ORE 18.30
Mercoledì 29 luglio, i due giovanissimi attivisti tedeschi arrestati per la straordinaria manifestazione del 25 luglio al cantiere di Chiomonte, hanno ricevuto la convalida della misura cautelare in carcere. I capi d’imputazione sono devastazione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. I due giovani (un ragazzo e una ragazza) sono stati fermati a seguito di […]

Prendiamo fiato e guardiamo lontano: alcuni dati politici sull’estate di lotta 2026
Da destra a sinistra, passando per il centro, il dibattito della politica istituzionale ha subìto una virata repentina e la questione Tav è tornata ad occupare il centro delle preoccupazioni di tutti.

Restano in carcere i due giovani tedeschi arrestati dopo la manifestazione del 25 luglio. La solidarietà non si arresta.
Il GIP di Torino ha confermato oggi la custodia cautelare in carcere per i due giovani cittadini tedeschi arrestati in relazione alla grande giornata di lotta di sabato 25 luglio in Val di Susa. La Procura aveva richiesto il carcere contestando i reati di devastazione, lesioni aggravata ad agente di pubblica sicurezza e resistenza a […]

Siamo sempre qui!
Si è conclusa una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno.
