No Tav: ancora perquisizioni e restrizioni cautelari da tgvallesusa.it
di Massimo Bonato
Ennesimo cardiopatico risveglio per alcuni attivisti No Tav stamane. Sei perquisizioni tra Val di Susa, Giaveno e Genova, a cui han fatto seguito l’obbligo di dimora per due giovani di Condove e Bruzolo.
A tutti viene contestato il reato di sequestro di persona e violenza privata, in relazione al blocco attuato il primo agosto a Vernetto, e in particolare all’episodio che coinvolse il blocco di un autorticolato olandese, che parve a tutta prima trasportare materiale atto alla composizione della talpa, in arrivo al cantiere Tav della Val Clarea.
A casa di Leonardo Capella per esempio la digos è arrivata alle 7,25. Leonardo è consigliere comunale a Meana, si occupa di sicurezza sul lavoro, è fotografo e redattore di TG Vallesusa. Usa quindi apparecchi informatici e fotografici per lavoro e con essi cura le pubblicazioni su notav.eu e tgvallesusa.it. A lui son stati sequestrati tutti i pc, compreso quello del figlio, hard disk esterni e pen drive – contenenti peraltro dati sensibili legati alla sicurezza sul lavoro -, scanner, iPad, telefoni cellulari, nonché videocamera e macchina fotografica, non bastando requisire le schede di memoria in essa contenute. Si son fermati soltanto di fronte all’antenna del wifi, tergiversando sulla sua utilità alle indagini A nulla sono valse le richieste di poter rimanere in possesso di materiale informatico e fotografico indispensabile allo svolgimento del suo lavoro.
Qualche imbarazzo ai funzionari di Polizia ha creato la occasionale presenza del senatore Marco Scibona.
Sul decreto di perquisizione si leggono i capi di imputazione che han portato agenti della Polizia in casa di Leonardo e Loredana. Come detto, i fatti relativi ai reati contestati sono quelli del primo agosto. Il problema, almeno per Leonardo è però che il primo agosto a Vernetto non c’era. È ora da stabilire come abbiano potuto i Pubblici ministeri risalire a reati commessi da L. Capella in un luogo in cui non era presente. Pare quindi un escamotage, un pretesto per scopi altri, diversi dalla realtà virtuale escogitata per entrare in possesso di materiali informatici privati e dunque di private informazioni.
M.B. 27.08.13
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