
Mostra nel tunnel geognostico? Arte della devestazione
Ora fare un commento su una mostra d’arte all’interno del tunnel geognostico della Maddalena sarebbe semplice e Fantozzi ci darebbe una mano nel citarlo, dicendo che “è una cagata pazzesca”.
Ma non vogliamo sorvolare su quella che, mascherata da operazione culturale, risulta essere una goffa risposta alle nostre iniziative come molte volte capita. Negli anni abbiamo avuto la fortuna di incontrare sul nostro cammino molti artisti di varie discipline che hanno messo a disposizione il proprio sapere e le proprie capacità per una giusta causa come quella NOTAV.
Pittori, writer, musicisti, scrittori, scultori, attori, artigiani, intellettuali e molti altri, hanno sempre scelto da che parte stare, schierandosi dalla parte di chi lotta per la libertà di tutti e tutte, per un futuro diverso da quello prospettato dalla voce del padrone, e per questo ci siamo incontrati in moltissime occasioni.
L’arte del resto è una forma di espressione che incarna la libertà, per chi la fa e per chi la vive e pensare di esporre all’interno di un tunnel che scava la montagna, contestato dalla popolazione del luogo, chiuso a tutti, con polizie ed eserciti a presidiarne gli ingressi ci sembra quanto meno surreale.
Ma siamo abituati alla lobby sitav e ai suoi soliti tentativi di rispondere alle bellissime iniziative notav, non eravamo ancora abituati a vedere artisti prestarsi a rafforzare il verbo autoritario della banda del treno. Ma purtroppo sappiamo come gira il mondo e ciascuno nella società dello spettacolo si può ritagliare il suo ruolo, pagliacci compresi.
L’arte che piace alla cricca è quella che addormenta le folle, e questo è il ruolo che vogliono per artisti e pensatori: accarezzare il can che dorme. Un’arte che addomestica, che spegne il pensiero, che tenta di abbellire, distraendo. Ma una galleria che sta trivellando una montagna non potrà mai essere qualcosa di positivo e non saranno tre opere artistiche a modificarne il senso
Il curatore della mostra è quel Luca Beatrice, presidente del circolo dei Lettori di Torino che si era espresso così su Blu:
E rappresenterebbe l’anima culturale della lobby pd/sitav, tanto che aveva allestito (probabilmente anche ideato) il set e il concorso per il nuovo logo di Telt, che giustamente si rappresentò in un manganello:
Quindi come giudicare un’operazione, come di consueto, rozza e maldestra che la pone al livello dei fumetti sìTav di Virano apparsi sulla Stampa qualche anno fa?
Ci sarebbe da spendere ancora qualche parola sui tree street artist: Ludo, Simone Fugazzotto e Laurina Paperina, am vogliamo soprassedere ora, invitandoli a lasciar perdere la partecipazione ad un evento di propaganda tanto esplicito quanto brutto.
Se lo vorranno, saremo ben lieti di ospitare i loro lavori all’aria aperta, tra le montagne, dove si respira la libertà, altrimenti potremo chiedere a Blu un aggiornamento alla sua opera, inserendo anche un artista al fondo dell’allegro trenino
La mostra sarà inaugurata lunedì 10 ottobre alle 12, alla presenza degli autori, degli operai e dei tecnici del cantiere Tav e di tanta…tanta polizia perchè quel luogo è esclusivo, e magari per questo gli artisti coinvolti si sono confusi?
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