Miracolo a Susa: Montabone No Tav?
Giorgio Montabone è il Vicesindaco di Susa. Impossibile non conoscerlo, una ne fa e cento ne presenzia: lo troviamo a fianco del camerata Marrone per inaugurare un monumento a un repubblichino, sull’attenti con i reduci militari oppure sorridere a forza per una multa appioppatagli dai suoi stessi vigili urbani.
Tra i fautori di quel neopragmatismo segusino che ha svenduto il futuro ai Signori del TAV nella speranza vana di qualche briciola, è protagonista insieme a Piero Genovese di quell’amministrazione alle varie ed eventuali che ha appaltato a Fratelli d’Italia la gestione del Comune di Susa. Così può concentrarsi su feste, sagre, raduni, petardi e tricche tracche, alla continua ricerca di visibilità.
Un affanno quotidiano che strugge il “Munta”, il quale sa bene che non basteranno i selfie con quattro nostalgici in divisa per sperare in uno scranno in qualche prossima elezione nazionale o regionale. La concorrenza infatti è molto agguerrita: lo scrollare dei social pullula di politici locali immortalati con paracarri, asfaltatrici e formaggi.
Nel bel mezzo di questo dilemma esistenziale, il povero Giorgio capita martedì scorso in Unione Montana, dove è assessore a ore perse. All’ordine del giorno c’è la delibera di giunta sul progetto RFI della Avigliana-Orbassano, ennesimo episodio nella tragicomica vicenda del TAV Torino-Lione. L’opera è assurda, l’impatto dei cantieri è tremendo, il progetto è pessimo. Pertanto l’Unione si appresta a esprimere un pesante parere negativo.
Una posizione che il Montabone Si TAV non può certo condividere. Che fare? Darsi malato, simulare una telefonata improvvisa di suo cugino oppure abbandonare la seduta prima che venga discussa? Invece no! Il verbale pubblicato all’albo pretorio è inequivocabile: il no alla tratta nazionale del TAV è approvato “con votazione unanime espressa in forma palese” da parte dei presenti, tra cui anche un inedito Giorgio Montabone in versione No TAV!
Ma come? Anni a reggere il moccolo alla grande opera inutile, rinnegati prima che il gallo canti tre volte? Il miraggio dell’indifendibile Stazione Internazionale, gettato alle ortiche senza pietà? Molto gli scenari possibili, ecco i principali:
- Spericolato: ha deciso di giocarsi il tutto per tutto, per un attimo di notorietà in più rispetto ai suoi contendenti metropolitani?
- Machiavellico: una tattica sofisticata, fingersi NoTav per poi lavorare dall’interno?
- Babaluba: il buon Giorgio semplicemente non si è reso conto di cosa stava votando …
Quale che sia la motivazione, l’incredibile voltafaccia apre a mille interrogativi, tutti inquietanti: se lo scopre Piero? Gemma ti caccerà di casa? Mino Giachino ti farà ancora amico?
Giorgio non temere! Se marca male, un piatto di minestra al presidio non te lo faremo mancare (LOL).
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