”amianto: Telt ricompensa gli inquinatori di Salbertrand con un appalto al lotto 1
Si torna a parlare di inquinamento a Salbertrand. Dopo che i No Tav avevano rivelato un anno e mezzo fa la presenza di amianto nel futuro deposito di smarino de mega tunnel di raddoppio della linea Torino-Lione, Telt ha provato goffamente a correre ai ripari. Prima spostando il deposito in bassa Valle, smentendo platealmente le promesse fatte e mettendo in imbarazzo anche l’amministrazione SI TAV di Susa, poi garantendo bonifica dell’abuso privato a spese dei contribuenti. Nel frattempo è venuta fuori anche la presenza di cromo esavalente in un’area ampiamente esondabile e ventosa, annunciando già il tenore di quello che potrebbe essere un nuovo disastro ambientale in alta valle.
Pochi giorni fa Telt ha anche precisato in un comunicato stampa i tempi della bonifica a cui, non ce ne vogliate, non si può dare troppo credito venendo da un’impresa che non ha ancora iniziato un cantiere, quello del TAV, che doveva essere finito nel 2019. Ci ha colpito però vedere nella velina che Telt precisa “rimuovere inquinamento causato da altri”.
Dobbiamo forse ricordare chi sono gli inquinatori di Salbertrand? L’amianto è stato portato lì come residuo di scavo da Itinera spa la partecipata del gruppo Gavio a cui Telt ha… appena assegnato un ingente parte dei lavori del tunnel di base, in particolare del lotto 1.
Business dell’amianto prima, business della bonifica ora e probabilmente business dell’amianto domani visto che le rocce intaccate dal tunnel di base, come indicano i progettisti, “sono caratterizzate dalla presenza ubiquitaria di amianto (tremolite, actinolite e crisotilo), in forma sia fibrosa che aciculare, e da concentrazioni in amianto totale altamente variabili” (PRV C3B 0086, Gestione materiale contenente amianto, 5/5/2017).
La ruota gira ma a guadagnare sono sempre gli stessi.
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