[GUARDA VIDEO] Matteoli contestato dai ‘No Tav’ al dibattito della Festa dell’Unità
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da GLOBALPROJECT.INFO
Dal pubblico bandiere, cartelli e richieste di dimissioni
Fare un giro alla festa dell’unità di Bologna è un’esperienza particolare, sembra di stare al motorshow solo con in più tanti stand gastronomici tanti concerti e qualche dibattito. Il 02/09/2011, a cavallo di una crisi che ormai ha fatto saltare il sistema economico di diverse nazioni e che è pronta a darci il colpo di coda che ribalterà anche l’Italia, dopo l’ennesima manovra finanziaria che ha ipotecato un’altra porzione del futuro di chi abita questo paese, a pochi giorni da uno sciopero generale, il pd di Bologna decide di invitare il ministro alle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli. Si proprio a Bologna , la città della truffa del civis, e della prossima del peoplemover. Loro vorrebbero parlare di Bologna come snodo del traffico delle merci e dei corpi verso l Europa di realizzare la metro a in città, di grandi opere per rilanciare il mercato. Noi, attivist@ del cs TPO, vogliamo parlare di un paese sull’orlo del baratro mentre il governo si vezzeggia con opere come il ponte sullo stretto di Messina e il TAV, spiegare che i territori che abitiamo sono beni comuni e non risorse di mercato, raccontare quello che abbiamo vissuto in Val di Susa … quello che i nostri corpi hanno fatto per assediare il cantiere e di quello che i nostri corpi hanno subito per questo, vogliamo sapere perché i nostri contributi ( quando abbiamo uno stipendio per versarli) invece di andare a preparare le pensioni del futuro debbano essere usati per opere inutili, costose e spesso anche dannose e che vanno a ingrassare le tasche dei soliti pochi noti.. avremmo anche due cose da dire sulla libertà di movimento per chi desidera un futuro migliore ma ce le teniamo per un’altra volta.
Ad aspettarci un reparto di celere e uno di digos, più qualche guardia del corpo davvero truce.
Il dibattito inizia e appena parla il ministro parte la contestazione. Striscione, le bandiere NOTAV prese al campeggio di lotta a Chiomonte, fogli con i miliardi di euro che ci costano le grandi opere, e poi ognun@ di noi aveva da gridargli un personale messaggio. Al nostro coro si sono aggiunte diverse voci di gente stanca della casta, simpatizzanti più incazzati di noi. Non riuscendo più ad ascoltarsi ci cedono il microfono giù in platea ma ormai abbiamo conquistato il palco e buttare giù chi farà l’intervento sarebbe sgarbato e antidemocratico (perché per loro la democrazia è la possibilità di avere un microfono in mano dire la tua e sparire, i cinque minuti di celebrità). Così come quando finiamo l’intervento ci fanno notare la loro enorme democraticità, visto che ci hanno fatto finire di parlare anche se avevamo tirato in ballo la ccc e la cmc, gli ribadiamo il nostro concetto di democrazia diverso da quello di un talk show con la scorta armata e c’è ne andiamo. C’è ne andiamo da quel nonluogo per tornare nei territori reali che come abbiamo cercato di spiegare sono beni comuni… e irrequieti
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