“LITTRA” LETTERA A COTA di Franco Marengo
Me car Bertu dame da ment
fè el TAV a serv nen a la gent
a serv-rà, sicur, ai mafiùs e ai lor amis
ma nen a chi a travaia onestament sensa pastis.
Cori da mat da Turin a Lion
a farà piasì a quaic plandron
ma chi a l’ha la testa ‘n po’ ardrissà
a s’enventa nen de endé da sì e da là
a j pensa bin a come spendi col poc ca j è
a lu sgaira pà con promese da cicolatè.
Chi a l’ha pensà el proget,
con quatr cont campà giù ‘d get,
a l’ha fait a sua stim
e a preved na speisa da miladusent euro al centim!
Giontoma ancora n’aot quaranta per sent?
E, certò, je nen da esi content
perché, ‘t lu sas tanto mej che mi,
si cantiè a costo pì ‘d la prevision a travaj finì.
Figurte s’a j è nen el truc
et pij na tampa polida come ‘l baston del gioch!
Na gavada parèj gnanca quatr generasion
as na gavo el peis da sora i cojon;
j oma già na finansiaria che, a dìj poc, a fà sgiaj
e i NOTAV, ca son i pì parsimonios, a j ciamo servaj.
Ensima a sj treno
‘d merci na paso sempe meno
ma pà perché a viagio ‘n sla goma tot el dì
ma perché el comerci a l’è ancutì.
En ti ani novanta a j era na prevision
bele ades tota n’auta situation…
“Padron a ca’ nòsta” ma nen par i valsusin
ca l’han vagnaje mac denunce e sagrin.
Epura venta bitè en po’ ‘d cognision
nen mac parlè per piese la rason
con la forsa e la polisia
sensa rispetè na frisa ‘d democrasia.
E l’amiant? E l’urani? E la devastasion ambiental?
Vuruma fè del Piemont en pertus anal?
Na bela val ed montagna trasfurmà en cantiè
per vent, trent’ani a sciapè e tapasiè.
Chi a va en vacansa tacà a ruspe e pulisiot?
A vel dì la fin del turismo per vej e giovinot.
El TAV lu veulu i furb e i facendiè
ma i onest e i pulid san ca l’è mei lasè stè.
As capis che chi a protesta ‘n po’ ‘d fastidi a lu dà
perché a lasa nen fè lon ca veulu cui là.
Ma a l’è na speisa da ciapese ‘n balordon
pensie bin e fa’ atension
pijte varda da certi comandament
ch’a arivo da Roma e pa pì dal moviment
ch’a i vot as vagno anche contand di bal
ma poi as perdo e lu lì a fa bin mal.
Pensa che disgrasia – ommi Signur –
a j fusa en mes a j tangenti n’aot tò asesor!
Mi j lu sas che ‘n t la tua posision
t’las pì badò che consolasion
e an-lura almeno cost laslu andè
el fidic a ‘nà mac da vagnè!
Esimio President Còta
sti montagnin d’la Val Susa Còta
a sa fulairada del tren bitie en bel fren
rasonoma ‘n pò‘d pì e TAVanoma pi nen
tant la protesta a continoa e a fa paura
e a vlo diso en tute le manere ch’“a sarà dura!”
Con fiducia che s’è mie parole a servo a compagnel-a en tla giusta riflesion, salut distintament
traduzione
Mio caro Roberto dammi retta
fare il TAV non serve alla gente
servirà, sicuramente, ai mafiosi e ai loro amici
ma non a chi lavora onestamente senza pasticci.
Correre da matti da Torino a Lione
farà piacere a qualche pelandrone
ma chi ha la testa un po’ in ordine
non si inventa di andare di qua e di là
pensa bene a come spendere quel poco che c’è
non lo spreca mica con promesse da cioccolataio.
Chi ha pensato al progetto,
con quattro conti buttati giù di getto,
ha fatto la sua stima
e prevede una spesa di milleduecento euro al centimetro!
Aggiungiamo ancora un altro quaranta per cento?
E, certo, non c’è da essere contenti
perché, lo sai ben meglio di me,
questi cantieri costano più della previsione a lavoro finito.
Figurati se non c’è il trucco
prendi una gaffe come definire pulito il bastone del pollaio!
Una stupidaggine così neanche quattro generazioni
se ne tolgono il peso da sopra i coglioni;
abbiamo già una finanziaria che, a dir poco, fa impressione
e i NOTAV, che sono i più parsimoniosi, li chiamano selvaggi.
Sopra a questi treni
di merci ne passano sempre meno
ma non perché viaggino su gomma tutto il giorno
ma perché il commercio si è inebetito.
Negli anni novanta c’era una previsione
adesso è tutta un’altra situazione…
“Padroni a casa nostra” ma non per i valsusini
che ci han guadagnato solo denunce e dispiaceri.
Eppure bisogna mettere un po’ di cognizione
non solo parlare per prendersi la ragione
con la forza e la polizia
senza rispettare una briciola di democrazia.
E l’amianto? E l’uranio? E la devastazione ambientale?
Vogliamo fare del Piemonte un pertugio anale?
Una bella valle di montagna trasformata in cantiere
per venti, trent’anni a spaccare e pasticciare.
Chi va in vacanza attaccato a ruspe e poliziotti?
Vuol dire la fine del turismo per vecchi e giovanotti.
Il TAV lo vogliono i furbi e i faccendieri
ma gli onesti e i puliti sanno che è meglio lasciar stare.
Si capisce che chi protesta un po’ di fastidio lo dà
perché non lascia fare quel che vogliono quelli là.
Ma è una spesa da prendersi un abbaglio
pensaci bene e fa’ attenzione
guardati da certi comandamenti
che arrivano da Roma e non più dal movimento
perché i voti si guadagnano anche raccontando balle
ma poi si perdono e quello fa un gran male.
Pensa che disgrazia – o mio Signore –
se ci fosse in mezzo alle tangenti un altro tuo assessore!
Io lo so che nella tua posizione
hai più grattacapi che consolazioni
e allora almeno questo lascialo andare
il fegato ne ha solo da guadagnare!
Esimio Presidente Cota
questi montanari della Val Susa ascolta
a questa follia del treno mettici un bel freno
ragioniamo un po’ di più e non TAVaniamo più
tanto la protesta continua e fa paura
e ve lo dicono in tutte le maniere che “sarà dura!”
Con fiducia che queste mie parole servano ad accompagnarla nella giusta riflessione, saluto distintamente
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