LETTERA di SANDRO PLANO presidente della comunità montana Val di Susa e Sangone
TAV, CONFINDUSTRIA E PARTITI
“Leggo sull’articolo di Maurizio Tropeano su La Stampa del 19 giugno, che autorevoli esponendi Piemontesi del PDL e del PD si esercitano in equilibrismi lettereri per rendermi corresponsabile politicamente dei ritardi dei cantieri a Chiomonte. Ho già replicato con una lettera (non pubblicata sui giornali nazionali), ma ritengo necessario ribadire perl’ennesima volta alcuni punti.
Sono stato regolarmente eletto Presidente della Comunità Montana con i voti dei Consiglieri comunali, a loro volta regolarmente eletti dai cittadini della Valle, raccogliendo firme (autentiche) per la sottoscrizione della lista. Non chiedo rispetto: lo pretendo! Detto questo rilevo che continua la campagna stampa mirata a far credere che la protesta contro il treno sia un affare di pochi esponenti dell’area antagonista. Non è così! Ci sono persone di ogni età e tendenza politica. Ci sono i Cattolici per la Valle, Operai, Insegnanti. Ha radici molto articolate e trae anche giustificazione dello scempio che si ste facendo della politica nazionale. In questa vicenda si ripropone l’eterno dilemma tra chi vuole combattere una causa giusta anche con metodi sbagliati e chi sostiene una causa probabilmente sbagliata con metodi giusti. Siamo tra coloro che vogliono sostenere una causa giusta con metodi giusti.
Corretto l’interevento della Magistratura per accertare comportamenti illegali e violazioni urbanistiche nella costruzione di una baita-presidio di una quarantina di metri quadrati, ma qualcuno ricorda le dichiarazioni del capo del governo che in campagna elettorale a Napoli prometteva la sanatoria di migliaia di metri cubi di palazzoni abusivi. Lorenzo Mondo scrive che “soltanto quando vengono lesi interssi vitali è lecito ribellarsi ai poteri costituiti”. Ha perfettamente ragione e per questo da anni chiediamo che qualcuno ci dimostri che quest’opera è realmente indispensabile o perlomeno necessaria. I numeri, le previsioni del traffico, la tendenza del pil, i progetti e le promesse non sono stati convincenti e i dubbi esistono anche nel mondo accademico e nel mondo del trasporto. Per dire pane al pane: nessuno ha più un minimo di credibilità. Non sono credibili le fonti di finanziamento dell’opera, non sono credibili le promesse di compensazioni con la prospettiva di una finanziaria da 40 miliardi e il sogno, o meglio, l’illusione di ridurre le tasse. Lodevole, ma velleitario l’appello di confindustria che chiede garanzie allo stato caratterizzata dal profondo rosso dei suoi conti.
A questo punto, di stretta attualità, ci aspettiamo la promessa di un ministero in valle. Vorrei infine controbattere all’onorevole Ghiglia che mi definisce, poco elegantemente, fiancheggiatore dei no tav.
Non sono un fiancheggiatore, sono un amministratore che rispetta un programma elettorale che critica la nuova linea, agisco nel pieno rispetto della legalità e ho sempre preso le distanze da atteggiamenti violenti.
Pertanto lo invito cordialmente a pensare alle questioni del suo partito e a “lavare i pannoloni sporchi in casa sua” prima di occuparsi delle questioni del mio partito e qui, se Atene piange, Sparta non ride. Cordiali saluti.
Sandro Plano
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