Lettera di rettifica mandata al giornale La Stampa, del Servizio Civile Internazionale
Durante lo svolgimento di un campo di volontariato in solidarietà con il movimento NoTav, e in sostegno al Campeggio NoTav di Chiomonte, è apparso in un articolo sul giornale La Stampa (18/08/2012), “Foglio di via per i 35 attivisti del “camping di lotta” No Tav”, varie affermazioni inesatte e a tratti offensive che teniamo a rettificare.
Abbiamo mandato e chiesto al giornale di pubblicare la seguente lettera di rettifica:
Il Servizio Civile Internazionale (SCI) è la branca italiana di un movimento laico di volontariato, presente in 43 paesi nel mondo, che da 90 anni promuove attività e campi di volontariato sui temi della pace e del disarmo, dei diritti umani e della solidarietà internazionale, degli stili di vita sostenibili, dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva. Il SCI è stato fondato per la prima volta in Italia nel 1948, e ricostituito negli anni ’70 (e non nel 1991 come citato nel vostro articolo). Nel corso della sua esistenza ha inviato e ricevuto migliaia di volontari, contribuendo alla diffusione del volontariato internazionale nel nostro paese. Il SCI è una ONG riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e lavora principalmente grazie a contributi provenienti dall’autofinanziamento e fondi pubblici.
Il SCI è un’organizzazione pacifista da sempre attiva a sostegno di movimenti locali nonviolenti che lottano per la difesa dei diritti umani e dei beni comuni. In Sri Lanka come in Italia. Nel nostro paese collabora con varie realtà, anche molto diverse tra loro, tra cui il Forum Nazionale Acqua Pubblica, e decine di altre associazioni e movimenti della società civile attivi per la pace e la difesa dei diritti, tra questi il Movimento NoTav.
Dal 2000 lavoriamo in Palestina, dove attualmente siamo impegnati al fianco dei comitati di resistenza popolare non-violenta. Da qui la nostra profonda conoscenza del conflitto israelo-palestinese e della sua complessità.
Paragonare la situazione che si vive nei Territori Occupati (e non a Gaza) a quella della Val di Susa, come fatto dai rappresentati del SCI intervistati dal Suo Giornale, vuole essere uno stimolo alla riflessione rispetto alla restrizione dei diritti civili che, pur con le dovute differenze, caratterizza questi due contesti. Riteniamo che in Val di Susa la limitazione alla libertà di movimento della popolazione locale sia una violazione dei diritti costituzionali che incide anche sul lavoro e la produzione agricola. Siamo contrari all’esproprio di terre per motivi di “interesse strategico” e alla militarizzazione di un’intera Valle. Riteniamo che dare la possibilità a dei volontari di conoscere e confrontarsi con nuove realtà sia uno stimolo per una soluzione partecipata e nonviolenta dei conflitti.
Come già ribadito più volte crediamo nello sviluppo sostenibile, nel rispetto dell’ambiente, nelle energie alternative. E condividiamo senza riserve la lotta e la resistenza – possibilmente pacifiche e non violente dei NoTav, perché la Torino-Lione avrà un impatto sociale economico ed ambientale devastante.
Riteniamo inoltre che troppo spesso si finisca per confondere legalità con giustizia. Pratiche illegali di disobbedienza civile come l’occupazione di autostrade e la resistenza passiva, possono rendersi necessarie per combattere le ingiustizie. In Italia come in Palestina e in tutti i luoghi in cui i diritti civili sono violati.
Ribadiamo infine che tutto quello che facciamo e che pensiamo è da sempre visionabile, presente in forma dettagliata sul nostro sito internet, www.sci-italia.it.
Un cordiale saluto,
Servizio Civile Internazionale – Italia
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