
Le piroette del professor Pira sul cantiere Tav
da Spinta dal bass – Tre settimane fa abbiamo anticipato la Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) del cantiere Tav di Chiomonte commissionata da TELT e realizzata da Enrico Pira. La scorsa settimana TELT ha finalmente presentato la VIS, con una campagna promozionale fatta di video, brochure, conferenza stampa e sito dedicato. Avevamo mosso critiche pesanti allo studio di Pira, a una in particolare ha provato a rispondere, e lo ha fatto, ad esempio, in questa intervista, che merita di essere letta con attenzione.
Contestavamo a Pira l’utilizzo fatto nel suo studio dei dati di monitoraggi del 2012 presentati da lui come ante-operam. In realtà nel 2012 il cantiere a Chiomonte era in pieno svolgimento: sbancamenti, preparazione della berlinese, costruzione di strade e allestimento del cantiere. Quei dati, a nostro giudizio, non possono essere considerati indicativi della situazione precedente l’avvio dei lavori, semplicemente perché i lavori erano già stati avviati. Il monitoraggio ante-operam non è soltanto una nostra fissazione, un vezzo dei valsusini, ma è una precisa fase che il Piano di Monitoraggio Ambientale deve prevedere, e ha delle caratteristiche ben definite, indicate nelle Linee Guida redatte dalla Commissione Speciale di Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente. Il piano di monitoraggio deve “correlare gli stati ante-operam, in corso d’opera e post-operam, al fine di valutare l’evolversi della situazione ambientale” (p. 5). Inoltre il Piano di Monitoraggio Ambientale deve “sviluppare in modo chiaramente distinto le tre fasi temporali nelle quali si svolgerà l’attività di MA [monitoraggio ambientale]: Monitoraggio ante-operam, che si conclude prima dell’inizio delle attività interferenti con la componente ambientale; Monitoraggio in corso d’opera, che comprende tutto il periodo di realizzazione, dall’apertura dei cantieri fino al loro completo smantellamento e al ripristino dei siti”. Non c’è spazio per le interpretazioni. Il monitoraggio fatto da TELT nel 2012 non può essere considerato ante-operam. Il problema è che TELT non poteva derogare da queste Linee Guida, perché erano indicate esplicitamente dal CIPE (prescrizione 19, CIPE 86/2010). Ma torniamo a Pira. Nel suo studio fa costantemente riferimento ai dati del 2012 paragonandoli a quelli degli anni successivi, utilizzandoli come se fossero dati ante-operam fatti come si deve, non li mette mai in discussione o esplicita che si tratta di monitoraggi svolti mentre il cantiere era in piena attività. E quando glielo si fa notare? Cosa risponde Pira quando qualcuno, come la consigliera regionale Frediani, gli contesta il punto?
Ecco la sua risposta: “Abbiamo cominciato il monitoraggio un anno prima dello scavo, poi abbiamo i dati del durante e adesso del dopo. Dico una cosa elementare che forse è sfuggita. I dati del prima opera servono solo se durante o dopo vengono riscontrate delle anomalie, ma se è tutto nei parametri, com’è a Chiomonte, a cosa serve sapere com’era prima?”
Sorvoliamo sul tono del professore. Ma la sostanza di questa affermazione è grave, e merita una analisi accurata.
1-A Chiomonte non è tutto nei parametri, basti citare i superamenti del limite per la protezione della salute umana per il PM10, ben oltre quelli consentiti dalla legge, avvenuti nel 2013 alla Maddalena, o la questione del rumore al Borgo Clarea.
2-Sapere “com’era prima” serve eccome, nonostante quello che dichiara Pira, perché serve a capire “l’evolversi della situazione ambientale” come riportato dalle Linee Guida della Commissione Speciale di Valutazione di Impatto Ambientale. Se non conosco la situazione iniziale, il “bianco”, tutti i dati successivi sono relativizzabili. Senza contare che il Piano di Monitoraggio Ambientale, con relativo ante-operam, era un esplicito obbligo indicato dal CIPE per quel cantiere.
3-Pira dovrebbe spiegare cosa diavolo c’entri l’inizio dello scavo da lui citato nell’intervista. Intende forse sostenere che essendo iniziato lo scavo a gennaio 2013, e il monitoraggio a inizio 2012, allora c’è stato l’anno di ante-operam? Ma l’ante-operam deve finire con l’inizio dell’allestimento del cantiere, non con quello dello scavo, le Linee Guida sono chiarissime su questo punto! Pare un tentativo goffo di affrontare una questione ineludibile; ma Pira non sa che con questa affermazione si sta infilando in un enorme ginepraio. Nella sua VIS indica come inizio dello scavo gennaio 2013. Questa è la data che viene riportata anche da Arpa. Ma in tutti i documenti finanziari la data dell’avvio dello scavo è novembre 2012! Nel TEN-T Action Status Report 2013, il documento attraverso cui Ltf certifica l’avanzamento dei lavori per poter ottenere il finanziamento europeo, sta scritto che “i lavori di scavo sono stati avviati alla fine del mese di novembre 2012”. Nel bilancio 2012 di LTF (ora TELT) c’è scritto che “l’excavation de la galerie a débuté à la fin du mois de novembre 2012”. E anche il coordinatore europeo del progetto Laurens Jan Brinkhorst, nella sua Relazione Annuale del 2013 scriveva: “a novembre 2012, con un considerevole ritardo e dopo una lunga preparazione del cantiere, sono iniziati i veri lavori di scavo nella galleria geognostica e di accesso della Maddalena nei pressi di Chiomonte, in Italia”. Specificando a pagina 4 del documento che i lavori di scavo sono iniziati il 29 Novembre 2012.
Insomma, per gli aspetti economici lo scavo è iniziato a fine Novembre 2012, per quelli ambientali a Gennaio 2013. Qualcosa non quadra. Ma torniamo al professore.
4-Curiosamente Pira utilizza la prima persona: “abbiamo iniziato il monitoraggio” riferendosi al 2012; la convenzione fra Università e TELT è stata fatta però nel 2015. Questa prima persona inopportuna, che ascrive a sé i monitoraggi svolti da TELT, spalanca un mondo, perché davvero a leggere la VIS di Pira e le sue dichiarazioni l’impressione è che siano sempre volte a sostenere che il cantiere Tav non abbia problemi di sorta; per usare le parole scelte del professore i dubbi e le paure sono state fugate e le preoccupazioni sono svanite. Più che quella di uno studioso imparziale, si ha l’impressione di leggere l’intervista di un avvocato difensore. In effetti Pira ha portato le sue conoscenze tecniche in diversi processi, pochi giorni fa il Corriere lo descriveva come “professore di medicina del lavoro a Torino e spesso consulente delle difese delle aziende nei processi di amianto”. Lo scorso anno è stato consulente della difesa di Corrado Passera e Carlo De Benedetti nel procedimento che li vedeva imputati per l’amianto all’Olivetti di Ivrea, e anche la Fiat si è avvalsa della sua consulenza per il processo, sempre per amianto, all’Alfa di Arese. Ma quello del cantiere di Chiomonte non è un processo, e ci aspetteremmo che lo studio dell’impatto sulla salute fosse rigoroso, non lasciasse spazio ai dubbi e soprattutto non diventasse una questione di propaganda, brochure patinate e video promozionali.
Non ci risulta che Pira abbia risposto alle altre critiche puntuali che avevamo mosso al suo studio, in particolare ai dati che abbiamo portato per criticare la sua curiosa affermazione sulla sospensione del monitoraggio del PM2,5. Ma se il tono e la sostanza delle risposte è quello dell’intervista che abbiamo riportato forse è meglio così.
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