Le compensazioni: un concetto barbaro, da predatori
[riceviamo e pubblichiamo] – Le compensazioni proposte ai Valsusini, in cambio di un Si alla Torino Lyon, discendono direttamente dalle indennità che negli anni 60/70, in genere nelle grandi industrie, erano erogate agli operai che svolgevano le lavorazioni più inquinanti e nocive.
Il barbaro concetto era: poche lire di aumento sulla paga oraria in cambio della rinuncia alla tutela della propria salute.
Molto vantaggioso per il profitto del datore di lavoro, che poteva rinviare all’infinito gli investimenti per migliorare l’ambiente di lavoro, nefasto per i lavoratori per il conseguente elevato tasso di malattie professionali e di decessi archiviati come “casualità” ma che, in realtà, erano da considerarsi tra le morti sul lavoro.
In sostanza ai Valsusini viene fatto lo stesso discorso: compensazioni economiche in cambio della definitiva trasformazione della Valle in un corridoio di transito per le infrastrutture, la cui conseguenza può essere solo un ulteriore declino.
Concetto barbaro, da predatori: ti porto via il territorio in cui vivi in cambio di soldi, danneggio l’ambiente della vallata alpina in cui vivi ma ti pago…..possibilmente poco….meglio niente.
E le compensazioni proposte ai Valsusini, oltre ad essere ben poca cosa, sono davvero particolari: ci sono e non ci sono, appaiono e scompaiono.. a giorni alterni.
Ricordano, in sostanza, la Tela di Penelope: da anni si susseguono dichiarazioni di stanziamenti e progetti di sviluppo che ci sono il lunedì e scompaiono il martedì, precedono le manifestazioni di protesta e scompaiono il giorno dopo.
Dalla Regione, in sintonia con l’ex assessore romano, viene “richiamato” il Governo perchè lo stanziamento promesso è nuovamente scomparso e….. infine il Ministro e poi tutti insieme rassicurano.
Questo balletto indecente che si ripete da anni spiega molto bene come della Val di Susa e dei suoi cittadini non importi nulla a Governi, nazionali e regionali, che si limitano al ruolo di notai di decisioni prese dalle lobbies economiche che sull’Alta Velocità hanno piazzato il loro bancomat privato con cui spolpare la finanza pubblica.
Chi pensa quindi che le compensazioni possano risarcire la devastazione del territorio, i rischi per la salute e la chiusura di un qualunque positivo modello di sviluppo per questa Valle più che ingenuo, nei fatti, diventa complice o strumento degli “affaristi” del TAV.
E di quali compensazioni si parla ? Dell’asfaltatura di qualche strada ? della messa in sicurezza di un torrente ? di progetti di sviluppo con ricadute occupazionali con nomi tanto roboanti quanto vuoti di credibili progettualità ? di un nuovo ascensore sul lato sud del Forte di Exilles ? (simbolo del massimo spreco delle risorse pubbliche: una folle spesa di quasi 5 milioni di euro che ha solo anticipato il conseguente declassamento dell’importante sito museale per mancanza di fondi !)
Compensazioni: sventolate solo nell’inutile speranza di creare divisioni in una comunità che invece è ben consapevole delle proprie ragioni.
Compensazioni: ma di concreto ci sono solo le “scompensazioni” come il continuo ridimensionamento dei servizi sanitari in Valle e la recente chiusura del punto nascite dell’Ospedale di Susa, la conseguente chiusura del pronto soccorso pediatrico, per cui i nostri figli, in età da 0 a 14 anni, nelle situazioni di emergenza dovranno essere portati all’Ospedale di Rivoli, già sovraccarico dall’utenza della cintura metropolitana
Questa è la fotografia reale di come non sono tenuti in considerazione i diritti dei cittadini.
Non c’è quindi alcuna alternativa al mantenere la più ferma opposizione alla Torino Lyon, e solo con l’abbandono di questo inutile progetto e la chiusura di questa brutta pagina di democrazia violata e violentata, si potranno utilizzare le energie e le intelligenze di questa Valle, da troppi anni impegnate in questa necessaria opposizione, per trovare il giusto modello di sviluppo che ancora manca dopo il ventennale declino causato dalla violenta crisi industriale.
Giovanni Vighetti
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