
Le bugie hanno le gambe corte!

All’interno della cornice del “Teha Forum di Cernobbio “ (incontro internazionale di discussione su temi principalmente economici che si tiene ogni anno dal 1975, nella prima settimana di settembre, presso Villa d’Este nel comune italiano di Cernobbio, sul lago di Como) il ministro dei trasporti Salvini, nella giornata di ieri, ha affermato che il primo treno ad Alta Velocità Torino-Lione partirà nel 2032.
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma qualcuno ha comunicato al caro Matteo che poco più di un mese fa i media nazionali titolavano “Tav Torino Lione, la fine dei lavori slitta a fine 2033 e il costo aumenta da 8,6 a oltre 11 miliardi” ?(https://torino.repubblica.it/cronaca/2024/07/27/news/tav_torino_lione_fine_dei_lavor_2033_oltre_11_miliardi-423416922).
Sul finire di luglio, infatti, una delle notizie principali che giravano intorno alla costruzione della NLTL, era basata sull’annuncio fatto da TELT (il promotore pubblico responsabile dei lavori partecipata da Italia e Francia) rispetto all’aggiornamento del costo previsto per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione: da 8,6 a 11 miliardi. Questo, in modo lapalissiano, aveva già allora fatto ipotizzare lo slittamento della consegna dell’intera tratta dal 2032 al 2033.
E qui parliamo addirittura di partenze di treni un anno prima che l’opera sia completata…cose da matti!
Forse il ministro dei trasporti dovrebbe informarsi un po’ di più prima di lasciarsi andare in roboanti dichiarazioni o promesse che non potrà mai mantenere. Soprattutto alla luce dei continui rinvii e aumenti esorbitanti dei costi legati alla fine dei lavori di questa linea.
Lo diciamo da anni: il Tav, oltre ad essere dannoso per l’ambiente, è anche un’opera davvero dispendiosa per le finanze degli Stati coinvolti e per l’intera Europa. Invitiamo il “nostro prode” a rinfrescarsi la memoria leggendo questi due articoli che sono lo specchio dei tempi (bui) che corrono per la linea ad alta velocità Torino –Lione:
– Tav Torino – Lione tra ritardi e proclami a che punto siamo davvero
– Ciao Tav. Necrologio di un progetto nato morto
Ma c’è di più! Ci preme sottolineare come, sempre all’interno della due giorni a Cernobbio, Salvini abbia anche affermato che “il Green deal non lo fai imponendo auto elettrica e mettendo al bando i motori a benzina e diesel, ma lo fai offrendo un’opportunità di cambio di modalità operativa e lavorativa”.
Siamo tutti e tutte d’accordo nell’affermare che i piani legati alla transizione ecologica decisa e programmata a tavolino dai governi europei, siano solamente uno specchietto per le allodole che mira a nascondere dei programmi e delle iniziative che nulla hanno a che fare con la cura e la salvaguardia dell’ambiente, dei territori e di chi li abita. Ma da qui a dire che una delle soluzioni alla crisi climatica in atto siano maggiore efficienza nei tempi e nel sostenere i costi per la costruzione di opere ecocide, ne passa di acqua sotto i ponti!
Leggi anche

Fermare i cantieri per fermare i costi
Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste. Una cifra enorme, […]

TAV, l’Impero fallisce ancora
“Non vi fermate, dovete costruire la vostra torre, la Torre di Babele, sempre più grande, sempre più alta e bella …Siete o non siete i padroni della terra?” Cantava così Edoardo Bennato con un pizzico di sfottò, nella sua profetica “La torre di Babele”, nell’omonimo album del 1976. Con una pungente ironia della Storia, esattamente […]

Il Movimento No Tav sta con lə studentə in lotta!
Come Movimento No Tav stiamo assistendo con attenzione e preoccupazione a ciò che sta succedendo in questi giorni nelle scuole di Torino e non solo. Nelle ultime settimane almeno 20 scuole superiori torinesi e della provincia sono state occupate. Tra le rivendicazioni vediamo la contestazione alla riforma Valditara e all’aumento della spesa bellica a discapito […]

Terzo Valico, il fallimento delle grandi opere: altri miliardi richiesti, operai in cassa integrazione
Altri miliardi di soldi pubblici per mandare avanti il Terzo Valico, mentre 300 lavoratori finiscono in cassa integrazione. È la fotografia di un modello di sviluppo che conosciamo bene: le risorse per le grandi opere si trovano sempre, i costi lievitano, i problemi vengono scaricati sui territori e a pagare sono anche le lavoratrici e […]

I nuovi Hunger Games si giocano in Val di Susa
Non sappiamo se a qualcuno di voi lettori sia capitato di vedere il rendering della nuova stazione internazionale di Susa. A primo impatto, per gli amanti del genere, ricorda molto l’arena del secondo Hunger Games. Una struttura lucida, asettica, piantato in mezzo a una valle martoriata (ma che i designer di TELT ci tengono a […]
